Da oggi si diventa critici: nasce Smartify, lo Shazam delle opere d’arte

Capita molto spesso di trovarsi in una mostra d’arte e non avere idea dell’opera che ci si trova davanti. Certo: titolo, autore ed anno saranno sicuramente scritti nella targhetta che gli fa da didascalia ma, a volte, non saziano la fame di sapere che in quel momento vi assale.

Appuntarne i pochi dati descritti per poi ripromettersi di approfondire a casa può funzionare, ma la maggior parte delle volte quella nota sul cellulare verrà spostata nei meandri del dimenticatoio; anche perché stiamo parlando della generazione del “tutto e subito”. Vediamo una cosa e la vogliamo, subito.

Un po’ sul principio di Shazam che ci permettee di riconoscere all’istante le canzoni che passano in radio, così, Smartify indica qual è l’opera che si sta visionando, per mezzo di una semplice scansione. E’ un’app compatibile sia con IOS che con Android e non fornisce soltanto le mere informazioni base ma, una volta fotografato fornirà la storia del quadro e di chi l’ha dipinto, le tecniche con le quali è stato prodotto e anche diverse curiosità ed aneddoti in merito.

Fino ad ora è possibile, però, utilizzare questa funzione soltanto con le opere ospitate nei musei che hanno aderito all’iniziativa: quindi il Met di New York, il Louvre di Parigi, la Wallace Collection di Londra e il Rijksmuseum di Amsterdam.

L’app verrà lanciata nel Maggio 2017 ed aumenta già le potenzialità di Magnus, la precedente app compatibile solo con IOS che ha funzioni molto simili ed è stata lanciata nel 2016. Le differenze importanti tra le due sono la presenza della geolocalizzazione che permette all’utente di trovare altre gallerie d’arte in zona per chi possiede Magnus ed il suo modo di creare la galleria, in open source: ovvero sono gli utenti che  possono creare i contenuti inserendo essi stessi le opere con relativa descrizione. Invece per quanto riguarda Smartify la galleria viene creata dagli accordi che prendono i creatori delle app con i musei intraprendendo un percorso che in evoluzione potrà portare anche alla sostituzione di guide e brochure esplicative. L’app ha un’interfaccia elegantissima ed è molto intuitiva, purtroppo tra le lingue selezionabili ancora non si trova l’italiano. Fortunatamente  però non funziona solo con opere scansite dal vivo, permettendo di riconoscere anche l’opera raffigurata (es. su cartolina, o su un poster).

Dunque davanti a Matisse, a Kandinsky e Picasso non fate quelle facce smarrite, o “le capre” come direbbe Vittorio Sbarbi, critico d’arte, scaricate Smartify ed eludete la sicurezza che bandisce l’utilizzo della fotografia sulle opere. L’arte diventa facile.



Aurora Erbì