Pi Zero: il computer più piccolo ed economico di sempre

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Realizzato da Raspberry Pi Foundation, Pi Zero è il computer più piccolo ed economico al mondo. Si tratta di dispositivo appartenente alla famiglia dei single-board computer, un calcolatore implementato su una sola scheda elettronica la cui tecnologia è molto diffusa anche oggi; lo scopo di base dell’azienda britannica è la realizzazione di un prodotto low cost, semplice e concepito per stimolare l’insegnamento di base dell’informatica e della programmazione nelle scuole ma anche rappresentare un esempio verso i progetti di robotica e Internet of things.

Oltre che per il prezzo di soli 5 dollari, Pi Zero si distingue certamente anche per le sue ridottissime dimensioni: 65 mm di lunghezza, 30 mm di larghezza e solo 5 mm di spessore che lo rendono più piccolo di una banconota. La sua compattezza non pregiudica tuttavia le prestazioni: come i suoi predecessori, il dispositivo dispone del sistema operativo di base di Raspbian, una versione di Linux da installare e che ha un’interfaccia simile a quella di Windows, con tanto di menu di accesso a programmi e impostazioni. Il processore Broadcom da 1 GHz equipaggiato con 512 MB di RAM, del 40% più potente rispetto al primo modello, ha uno slot per schede microSD, un connettore miniHDMI per collegarlo a uno schermo, due ingressi microUSB per l’alimentazione e il trasferimento di dati e un connettore GPIO da 40 pin; una serie di caratteristiche che gli permette di funzionare come un computer a tutti gli effetti. Pi Zero è stato pensato appositamente per progetti che richiedono leggerezza e portabilità o dove è necessario ridurre al minimo i componenti hardware inutilizzati.

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Si ha anche la possibilità anche di giocare a Minecraft o di utilizzare un programma specifico per il quale il dispositivo è stato pensato, vale a dire Scratch, un tutorial di programmazione per compiere i primi passi nell’arte della programmazione. Gli utilizzi sono diretti anche verso il settore della domotica, la scienza interdisciplinare che si occupa dello studio delle tecnologie atte a migliorare la qualità della vita delle persone. Pi Zero fa inoltre coppia con un altro esperimento del genere sempre sviluppato da Raspberry, ovvero un micro laptop con scheda madre, monitor e tastiera commercializzato a soli 25 euro.
Il prodotto commercializzato dal novembre del 2015 è pressoché identico a un prototipo che la Fondazione Raspberry Pi ha realizzato grazie a un finanziamento elargito da Google, un computer riservato alle scuole finalizzato a incentivare la programmazione, rimarcando ulteriormente la nobiltà degli scopi.

Le intenzioni dell’azienda britannica nel tempo hanno presto trovato una corrispondenza nei confronti della sensibilità pubblica. Nel Regno Unito, a gennaio 2012, sono giunte manifestazioni di interesse da parte di scuole, sia del settore statale sia di quello privato, con un netto sbilanciamento su quest’ultimo settore, dal quale sono pervenute richieste cinque volte superiori. Raspberry Pi Foundation ha successivamente rilasciato un emulatore dedicato per Raspberry Pi chiamato RetroPi e sono state rese disponibili scocche per la scheda che richiamano in gran parte le vecchie console. Nonostante il grande riscontro ottenuto nell’ambito gaming, la casa madre di Raspberry Pi continua comunque a dedicare il progetto al settore educativo.

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Giuseppe Forte