Come e dove fare volontariato ambientale

L’allarme per il surriscaldamento del clima è ormai quotidiano, grazie ai messaggi diffusi dai mezzi di comunicazione tradizionali e ai social network, ma in realtà i pericoli che il nostro pianeta corre sono molti di più: si pensi per esempio al bracconaggio, troppo spesso sottovalutato, ma anche alla deforestazione – e il disastro che ha colpito la Foresta Amazzonica nei giorni scorsi è una dimostrazione lampante -. Volendo stilare una lista di ciò che non va e che potrebbe essere migliorato, poi, non ci si potrebbe dimenticare dello sviluppo non sostenibile, con tutte le conseguenze tragiche che esso comporta.

Il volontariato ambientale

In un contesto di questo tipo, scegliere di diventare volontari ambientali – all’estero o in Italia, cambia poco – è una decisione di grande altruismo che può contribuire a una inversione di marcia. La drammatica emergenza contro la quale siamo chiamati a combattere tutti i giorni coinvolge tutti gli ecosistemi naturali, ma l’uomo ha la possibilità, e anche il dovere, di reagire per salvaguardare gli animali e proteggere il paesaggio. Non c’è un limite di età per il volontariato ambientale: tutti possono dedicarsi a tale attività, giovani e meno giovani, per salvaguardare la natura con la collaborazione di associazioni che si impegnano nella tutela del patrimonio ambientale. Nel nostro Paese tale impegno è iniziato negli anni Sessanta del secolo scorso, e oggi coinvolge per fortuna un numero di persone sempre più elevato.

Che cosa fa un volontario ambientale

Per capire di quali azioni ci si può rendere protagonisti è sufficiente prendere spunto dal volontariato ambientale dell’associazione keep the planet: si tratta di mettere in atto azioni concrete che possono riguardare un vasto assortimento di situazioni, dai campi di lavoro al ripristino ambientale. Quello che conta è favorire un approccio nei confronti degli habitat naturali che sia ecosostenibile, a difesa del patrimonio naturalistico. A seconda del tempo che si ha a disposizione si può scegliere se cimentarsi in un volontariato di breve durata o se prendere parte a un campo vero e proprio: nel primo caso si tratta di un impegno di una giornata, che può riguardare per esempio la pulizia di un bosco o di una spiaggia, mentre i campi possono durare più giorni, più settimane o addirittura più mesi.

L’impegno del volontariato ambientale

Le associazioni attive in questo settore investono tutte le risorse economiche su cui possono contare nella salvaguardia dell’ambiente, ed è per questo motivo che a volte possono richiedere un contributo per i volontari che prendono parte alle loro iniziative: è ciò che accade, per esempio, per i volontari attivi nei campi, a cui viene chiesto di versare una quota per la copertura dei costi correlati ai trasporti, al vitto e all’alloggio. Il volontariato di breve durata, invece, è del tutto gratuito nella maggior parte dei casi.

A chi rivolgersi per fare volontariato

Le giornate dedicate alla pulizia dei parchi nazionali nel corso degli ultimi tempi hanno conosciuto una notevole diffusione, e lo stesso dicasi per le attività di ripristino dei sentieri. Il coinvolgimento attivo dei cittadini è alla base delle esperienze di volontariato ambientale, che si propone come il connubio ideale tra la passione per la natura e l’impegno civile. Aiutare l’ambiente in queste circostanze consente di ampliare il proprio bagaglio culturale, ma anche di socializzare e di stringere nuove amicizie. Una delle proposte più interessanti è quella che proviene dal Parco nazionale del Gran Paradiso, che nei mesi di luglio e agosto prevede dei campi estivi sul versante piemontese per piccoli gruppi. Chi partecipa ha l’opportunità di soggiornare in una foresteria per un periodo di tempo compreso tra i 10 e i 12 giorni (ma chi non può impegnarsi così a lungo ha la possibilità di rimanere anche solo un week-end). Il vitto e il viaggio devono essere pagati dai volontari, a cui è richiesto anche il versamento di una quota per la copertura assicurativa.



redazione