“CalabriaXIdomeni”: una missione di solidarietà Oltreconfine

Catiuscia Polzella

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L’ondata migratoria che ha colpito l’Europa negli ultimi anni è un fenomeno senza precedenti: mai così tanti migranti erano morti in mare cercando di raggiungere l’Europa come nel 2016. E’ questo il triste record che dovrebbe interrogare e smuovere le coscienze, ma che, in realtà, sembra lasciare tutti molto indifferenti. Di fronte a questo scenario tragico e caotico, l’Unione Europea continua a mostrare inadeguatezza e incapacità su un tema che divide Stati e persone, utilizzato troppo spesso per fini demagogici ed elettorali. Ma vediamo i dati, fornito dall’UNHCR: tra il 1 gennaio ed il 31 ottobre 2016 sono sbarcate in Europa circa 331,016 persone, di cui 169,641 in Grecia e 158.974 in Italia, contro l’un milione di persone che hanno attraversato il Mediterraneo nel 2015.

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Non solo Italia, quindi, ma anche Grecia, dove la situazione è addirittura peggiore rispetto a quella del nostro Paese. Proprio qui, nella culla della civiltà occidentale, della filosofia e della democrazia, esiste un luogo da tutti dimenticato. Si tratta di Idomeni, il più grande campo profughi d’Europa. Situato sul confine greco-macedone,  “la Dachau dei nostri giorni”, come l’ha definita il Ministro dell’Interno greco Panagiotis Kouroublis, è una distesa di tende lungo la ferrovia che per molti ha rappresentato un valico per accedere alla rotta balcanica verso l’Europa occidentale, almeno fino a quando il governo macedone non ha deciso di chiudere le frontiere, costringendo 55mila persone a rimanere sospese in un limbo perenne in condizioni di vita inaccettabili. Quello che resta ora di questa porta verso una nuova vita è una recinzione pattugliata dai militari, metri e metri di filo spinato, che lasciano poco spazio alla speranza di giorni migliori.

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Oggi Idomeni non esiste più, da quando lo scorso maggio la polizia ellenica ha cominciato lo sgombero. Tuttavia la situazione per i profughi non è migliorata: come degli oggettini di poco valore, queste persone sono state trasferite in campi governativi sparsi per il territorio greco e gestiti da militari. Sono, quindi, ancora troppe le persone costrette a vivere in condizioni pessime di accoglienza, con pochissimo cibo, acqua e scarsi servizi igienici. Ad entrare in queste “città” improvvisate”, oltre ai militari, sono solo i volontari delle tante organizzazioni umanitarie che operano sul territorio, i quali cercano, in ogni modo, di aiutare e sostenere i profughi.

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E’ proprio questo lo scopo della campagna “CalabriaXIdomeni”, una maratona di solidarietà nata dall’empatia di tre giovani viaggiatori, Nicola Regina, Ciro Palomba e Josephine Cacciaguerra, che si sono lanciati nel progetto attraverso l’Associazione Viva la Vida e che guidano il gruppo di volontari “ClabriaXIdomeni”. Si tratta di una raccolta di beni di prima necessità che si è diffusa in poco tempo in diversi borghi della regione (Mormanno, Lungro, Cirò, Tarsia, Catanzaro, Cosenza, Viggianello, Altomonte, Rocca Imperiale, Rotonda, Frascineto, Crotone), generando una solida rete di partenariato.  Tale attività, a più riprese, si è trasformata in un vero e proprio viaggio umanitario che ha portato i volontari italiani prima nel campo di Idomeni con due missioni, e poi nei campi governativi ora esistenti per consegnare e distribuire il materiale raccolto.

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A partire dalla prima missione, tanta strada è stata fatta, ma non è ancora abbastanza. Ad oggi si è giunti alla VI missione del gruppo dei volontari, impegnati in una nuova campagna di solidarietà. Fino all’8 dicembre, infatti, sarà possibile partecipare alla raccolta “Oltreconfine” e donare vestiti, scarpe, alimenti a lunga conservazione, coperte, scarpe e altri beni di prima necessità, oltre a partecipare ad una campagna di raccolta fondi. Per informazione sui siti di raccolta e sulla missione vi consigliamo di consultare la pagina Facebook “CalabriaXIdomeni”, un diario online delle missioni e dei viaggi effettuati fino a questo momento. “Un piccolo gesto per te è un grande aiuto per loro”: mai frase è stata più vera. Quindi, cosa aspetti?

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“Sali anche tu sul nostro camion della solidarietà, vieni insieme a noi Oltreconfine!”