All or nothing: Manchester City – I dietro le quinte di un grande club

Tommaso Pirovano

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All or Nothing: Manchester City è una serie tv prodotta da Amazon ed ha come soggetto l’ultima stagione del club di Manchester. La serie, composta da otto episodi di circa 45/50 minuti, ripercorre i momenti topici della scorsa stagione dei Citizens. É disponibile in lingua inglese (con la possibilità di sottotitoli in italiano) su Amazon Prime Video.

Il documentario sportivo non è il primo prodotto da Amazon dato che tutta la serie All or Nothing segue da vicino varie squadre come i Dallas Cowboys o gli Arizona Cardinals in NFL o i mitici All Black durante la Lions Series 2017. 

I protagonisti del documentario sono tutti i membri che compongono il  club: dai giocatori all’allenatore, dai dirigenti ai magazzinieri. La serie rende possibile addentrarsi nell’universo Manchester City in tutta la sua interezza. Predominano le immagini relative alle partite più importanti della stagione, ma dalla narrazione non sono esclusi i momenti negativi per la squadra come l’eliminazione dalla Champions League o del singolo come l’infortunio e la successiva operazione di Benjamin Mendy.

Nel corso dei vari episodi è possibile conoscere più da vicino i protagonisti del club, i quali, a turno parlano direttamente alla telecamera aprendosi al pubblico, quasi come durante un normale chiacchierata. Per tutta la serie, ad accompagnare gli spettatori, ci sarà la voce di Sir Ben Kingsley (attore di fama mondiale grazie alle sue interpretazioni in film come Schindler list, Oliver Twist). 

Figura centrale è quella del mister Guardiola. Ogni episodio svela, sempre più da vicino, le caratteristiche di questo grande allenatore. Viene evidenziata la sua  grande abilità nel motivare la squadra a dare il massimo anche nei momenti di difficoltà. Vengono resi pubblici, attraverso le riprese girate durante gli intervalli delle partite e non solo, quelli che sono i suoi discorsi fatti per incoraggiare la squadra a esprimersi al meglio.  Emerge la figura di un tecnico molto competente non solo dal punto di vista calcistico ma anche dalle grandi abilità oratorie e umane.

Uno dei più discorsi più emozionanti è quello in cui sprona la squadra a vincere una partita per David Silva, il quale si era recato in Spagna per stare accanto al figlio nato prematuro.

Il racconto però non si ferma agli spogliatoi: in alcuni casi le telecamere entrano nelle case dei calciatori per svelare alcuni aspetti della loro vita privata come nel caso dell’attaccante Sergio Aguero o del capitano Vincent Kompany.

Queste “interruzioni” rispetto alle scene relative alle partite e allenamenti svelano quelli che sono gli aspetti umani dei calciatori: le loro difficolta, debolezze, le loro storie…

La produzione  di All or Nothing: Manchester City ha seguito dal vivo anche alcuni eventi “segreti” della società come la trattativa e il successivo acquisto del terzino francese Laporte.

Se la produzione voleva  descrivere il Manchester City come un grande club, con infrastrutture all’avanguardia lo scopo è riuscito: le riprese aeree del campo sportivo sono mozzafiato, così come le immagini relative ai macchinari per la crioterapia, la sala pesi, i magazzini mostrano tutti attrezzi ultratecnologici e curati nei minimi dettagli.

Il pericolo dello spoiler è assente perché il finale è già noto a tutti: il Manchester City vincerà il campionato giocando un calcio spettacolare e ricco di gol.

Inizialmente affascina il fatto di essere portati quasi a scoprire i segreti del club, vedendo aspetti che normalmente sono nascosti ma con il passare degli episodi, anche perché si conosce già il finale, la serie, perde di intensità, diventando un “normale” documentario.

Nel suo complesso la serie All or Nothing: Manchester City è gradevole: permette di  giungere a una visione completa della società, conoscere meglio dal lato umano i calciatori e i dietro le quinte di un grande club durante un’intera stagione di Premier League.