Adult Baby Nursery: l’asilo nido per gli adulti che vogliono tornare bambini

Catiuscia Polzella

In #Instaworld, #Weeklysh*t, MONDO, social up / Catiuscia Polzella / Comments

Com’era bella la vita quando si era bambini: il tempo trascorreva tra giochi spensierati, pastelli, disegni, biberon e coccole, liberi dalle preoccupazioni e dalle responsabilità della famiglia e del lavoro. Non è un caso, quindi, che tutti ripensiamo all’infanzia come l’ “età dell’oro” della nostra vita, periodo felice a cui tutti vorremmo tornare. E se fosse davvero possibile tornare indietro, anche solo per poche ore?

Si chiama Adult Baby Nursery ed è il primo asilo nido per adulti, portato sotto i riflettori da un’inchiesta de “Le Iene” andata in onda qualche settimana fa. Si tratta di un luogo dove gli adulti hanno la possibilità di  svestirsi di tutte le responsabilità dell’essere adulti e sostituire la giacca e la cravatta con ciuccio, pannolino e pigiamone, in un luogo privo di pregiudizi e confortevole. Sotto la supervisione delle Maestre, le responsabili dell’asilo, gli adult baby passeranno delle ore colorando con i pastelli, cantando canzoncine insieme agli altri “bimbi” e guardando i cartoni animati, tra una coccola e l’altra e il cambio del pannolino in caso di necessità. Ogni cosa, quindi, dall’ambiente e dalla comunicazione, è pensata per riportare l’Adult Baby  ai primissimi anni della propria vita e ogni riferimento (per lo meno esplicito) alla componente sessuale è bandita, pena l’espulsione del “monello”.

Dopo che la trasmissione di Italia 1 ha alzato il coperchio del vaso di Pandora dell’Adult Baby Nursery, il web si è scatenato con insulti e polemiche su un fenomeno controverso e che sembra avere i tratti di una deviazione sessuale. Infatti, sebbene gli Adult Baby sottolineano la mancanza di implicazioni sessuali, rivendicando la purezza dell’esperienza, gli psicologi fanno rientrare questa strana passione nella categoria delle pratiche erotiche in cui una delle parti in causa ha un netto predominio sull’altra (come il sadomaso o il bondage). Si tratta di una particolare forma di feticismo, detto infantilismo parafilico o autonepiofilia, in cui vengono messi in atto specifici comportamenti neonatali in contesti appositamente strutturati, come ad esempio bere del latte dal biberon in una stanza allestita per un neonato, emettere suoni verbali pari alle lallazioni specifiche della prima infanzia, o indossare ed usufruire del comodo servizio del pannolino. L’eziologia di questo feticismo non è ancora ben chiara, sebbene recenti ricerche stiano indagando le connessioni su questa nuova parafilia e altre condizioni quali la cronofilia, gerontofilia o pedofilia, anche se i primi risultati non evidenziano particolari connessioni di reciprocità e i fenomeni sembrano essere ben distinti tra loro. Pur senza rapporti quindi, gli Adult Baby trarrebbero inconsciamente un certo appagamento fisico nel mettersi alle dipendenze di una figura più adulta e forte, la Maestra appunto, spesso ricercando anche un amore materno non provato durante la propria infanzia. Ma come funziona la Nursery?

Dopo la prima AB Nursery nata a Roma, il format si è diffuso in altre grandi città italiane, da Milano a Napoli, passando per Verona. Non esistono strutture fisse e per tutelare la segretezza degli incontri, la sede dell’evento viene comunicata privatamente ad ogni Adult-Baby iscritto. Gli asili per adulti nascono e muoiono, contestualmente, si spostano, come un rave o come le orge nere del dottor Ziegler in Eyes Wide Shut. Al modico prezzo di 55 euro, gli adult baby potranno trascorrere una giornata tra giochi, canzoni, pappe, biberon e pisolini, senza trasgredire le regole della Nursery: avere sempre un cambio di vestiti, i gettonatissimi calzini antiscivolo, almeno due pannolini e anche l’orsacchiotto del cuore. È permesso, inoltre, restare con il pannolone o senza maglia solo in caso di calore eccessivo o durante il cambio, durante NON ci sarà contatto con le parti genitali.

Per quando riguarda i “bimbi” che frequentano gli AB Nursery, tra gli AB ci sono più uomini che donne, e secondo una ricerca dello psicoterapeuta Antonio Fresco, tra loro, la maggioranza è eterosessuale (solo il 19% si dichiara bisessuale). Ma ci sono anche le donne, e tra loro la componente bisex è più marcata, il 43 per cento. Tuttavia, resta parzialmente avvolto nel mistero il motivo che spinge persone cresciute e indipendenti a tornare bambini per qualche ora: probabilmente è un modo per sfuggire dalla realtà e dalle tante responsabilità che gli individui devono sopportare. Dopotutto staccare la spina dalla quotidianità è necessario per affrontare al meglio le sfide della vita, è mica importante il modo in cui si fa?