Adìos parlamentari: vince con il il sì, nonostante la pandemia, il 53.84% si è presentato alle urne

Sembra ormai chiaro che grazie al 53,84 % dei votanti a vincere al referendum sia stato il si. Il Movimento 5 stelle esulta. A più di 50mila sezioni scrutinate, il si al referendum sul taglio dei parlamentari è in vantaggio con quasi il 70 per cento, il M5s, che vede realizzato uno dei suoi cavalli di battaglia. Soddisfatto anche il Pd, che legge il la vittoria del Sì come il primo passo di una densa stagione di riforme.  “Quello raggiunto oggi è un risultato storico. Torniamo ad avere un parlamento normale, con 345 poltrone e privilegi in meno”. Luigi Di Maio esulta su Facebook per la vittoria del Sì al referendum sul taglio dei parlamentari. E aggiunge: “È la politica che dà un segnale ai cittadini. Senza il Movimento 5 stelle tutto questo non sarebbe mai successo”. Poi ribadisce: “È un punto di inizio non di arrivo”.  Verranno tagliati 345 parlamentari (230 Deputati e 115 Senatori) con un risparmio per le casse dello Stato di 82 milioni di euro (53 milioni per la Camera, 29 milioni per il Senato), equivalente allo 0,005% del debito pubblico italiano.  La riduzione del numero dei parlamentari porta con sé anche una riduzione della rappresentatività. Con il sistema attuale, c’è un deputato ogni 96 mila abitanti, con la vittoria del “Sì” ce ne sarà uno ogni 151 mila; al Senato si passerà da un rappresentante ogni 188 mila a uno ogni 302 mila. Da un punto di vista prettamente numerico, sono Lombardia, Campania, Lazio, Veneto, Sicilia ed Emilia-Romagna le cinque regioni più “colpite” dal taglio dei parlamentari. In Lombardia si passa da 102 a 64 Deputati e da 49 a 31 Senatori; in Campania da 60 a 38 Deputati e da 29 a 18 Senatori; nel Lazio da 58 a 36 Deputati e da 28 a 18 Senatori; nel Veneto da 50 a 32 Deputati e da 24 a 16 Senatori; in Sicilia da 52 a 32 Deputati e da 25 a 16 Senatori; in Emilia-Romagna da 45 a 29 Deputati e da 22 a 14 Senatori. In tutti i casi, il calo si attesta attorno al 35%.

In altre regioni, invece, si registrano cali di gran lunga maggiori. In Umbria e Basilicata, ad esempio, il numero di Senatori cala del 57%, passando da 7 a 3. In Friuli Venezia Giulia e Abruzzo il calo è del 42%. In Calabria del 40%. E’ adesso tutti pronti a ripartire, almeno a sentire Zingaretti è il momento delle nuove riforme. D’accordo con le parole di Di Maio, il capo politico del Movimento Vito Crimi che ha ringraziato tutti coloro che si sono recati alle urne “in un momento di emergenza”. E rimarca: “Il referendum ha intercettato l’interesse dei cittadini. Non ci fermeremo qui con le riforme”. Il sottosegretario Riccardo Fraccaro sottolinea: “È stato un percorso lungo e complesso ma ce l’abbiamo fatta: la riduzione del numero dei parlamentari è realtà. Un cambiamento che il Paese aspettava da quarant’anni e che il M5S ha realizzato”.



Alessandra Filippello