Intervista a Massimiliano Barnaba: il punto sul kitesurf in Italia

Il Kitesurf è uno sport estremo in cui il mare, l’individuo e l’aquilone (il kite) devono essere in simbiosi tra loro. Così come altri sport acquatici, il kitesurf è meno conosciuto ai più, ma la sua diffusione da anni ha ormai preso una forte impennata nel nostro paese. L’Italia, grazie al suo mare, alle sue coste, alle condizioni meteorologiche che possiede, rappresenta uno dei luoghi migliori in Europa per poter praticare questo sport e non solo.

Social Up ha deciso di dedicare una serie di interviste a chi conosce al meglio il mondo degli sport acquatici, con una particolare attenzione verso il kitesurf. Per l’occasione, abbiamo avuto il piacere di iniziare questa rubrica con l’intervista a Massimiliano Barnaba, kiters da tre anni ed appassionato da oltre 20.

Massimiliano, come nasce la tua passione per questo sport?

La trovo una cosa affascinante. Io sono molto legato a due componenti della terra: l’aria e il mare. Grazie a questo sport ho unito queste due cose. Da ragazzino amavo tuffarmi, adesso posso fare le acrobazie con il kite. Inoltre il mare per me è una cosa fondamentale, non riesco a stare senza. Vivevo a Varsavia, stavo bene sotto ogni punto di vista, ma per vedere il mare occorrevano 400 km, troppi. Mi sono trasferito. Ho preferito tornare in Italia e ripartire con un nuovo progetto, piuttosto che stare lontano dal mare.

Il vento è una componente fondamentale per il kite. Ma può capitare di temerlo?

Certamente! Essendo uno sport estremo, hai dei limiti. Venti, venticinque anni fa praticare il kitesurf era molto più rischioso perchè non esistevano gli strumenti di sicurezza che abbiamo oggi. Molto dipende anche dalla tua abilità e dalla preparazione che hai.

Se dovessi riassumere questo sport in sole tre parole, quali scegli? E perchè?

Mare, vento e libertà. Il mare perchè ovviamente è la base per il nostro sport, ma non solo. Mare per noi vuol dire anche salute. Noi infatti respiriamo tantissimo iodio, fa molto bene. Il vento, come detto, è l’altra cosa fondamentale per noi, ma c’è di più. Il vento deve proprio piacere a chi pratica questo sport, devi amarlo, altrimenti non potresti mai farlo. Libertà è la terza parola che ti ho voluto nominare, ed è molto importante. Alla mia età, non avevo più tantissimo tempo per me, un qualcosa che mi facesse scaricare le tensione, i nervi e le giornate di lavoro. Il kitesurf è uno sport individuale, sei tu. Devi essere concentrato al massimo e questo ti da libertà mentale e non solo. Sono emozioni, sono sensazioni, d’altronde le passioni nascono dalle intensità delle sensazioni che provi.

Facebook Massimiliano Barnaba

In questo periodo di forte emergenza sanitaria a livello mondiale, il kitesurf può ritenersi uno sport fortunato in quanto praticabile. In particolare a Bari il kite è in forte ascesa, ed i suoi appassionati crescono sempre di più. Tu che la vivi quotidianamente, puoi dirci di più?  

Chiaramente essendo uno sport individuale siamo fortunati. Bari, ed in generale la Puglia, è un luogo fantastico per noi. Qui in Puglia infatti godiamo del vento in diverse posizioni. Se a Bari c’è lo scirocco e non il maestrale, ci si sposta verso la costa ionica, Taranto, Porto Cesareo. La Puglia offre molte soluzioni ad un kiters, così come altri luoghi in Italia.

A proposito, quali sono i luoghi simbolo in Italia per il kitesurf? Se tu dovessi scegliere il San Siro del kite, qual è?

Sicuramente la Riserva dello Stagnone in Sicilia, a Marsala. Il luogo è incredibile, è tutta acqua piatta, ideale per praticare il kite. Lì vengono da tutta Europa, ci sono delle scuole straniere che hanno scelto lo Stagnone come proprio luogo dell’attività. Uno dei posti più belli in assoluto! Per il kite, per i tramonti, le saline, il clima. In Sicilia ci sono moltissimi posti ideali per praticare questo sport. L’Italia sicuramente vanta una grande predisposizione grazie alle numerose coste. In Calabria, a Gizzeria, ci fanno anche una tappa del mondiale. Lazio, Toscana, Campania, c’è una scuola anche a Ravenna, seppur il vento non è ideale. Anche la Sardegna è fantastica, grazie alle sue coste ed al vento continuo, penso alla spiaggia di San Teodoro.

Quindi insomma, la diffusione in Italia procede abbastanza bene..

Assolutamente, siamo ben attrezzati. In Italia abbiamo ormai un grosso sviluppo di kite. Possiamo vantare campioni mondiali, anche molto giovani. Sicuramente al kitesurf ci si avvicina di più solo negli ultimi anni grazie ai migliori sistemi di sicurezza. Rimane uno sport estremo, io stesso ho subito un grave infortunio.

Come convinceresti un ragazzo, magari tentato ma indeciso, ad intraprendere questo sport ? Cosa potresti dirgli?

Allora guarda, mi è capitato di farlo. Era un ragazzo che ci guardava per ore, infreddolito, ma che è rimasto lì ad osservare noi al kite. Appena ho finito mi sono avvicinato e gli ho detto che se è un qualcosa che piace, che sta attraendo, deve farlo! Io sono stato venticinque anni a guardarlo questo sport. Oggi me ne pento. Avrei fatto già 20-25 anni di kite, che è una cosa che adoro. Sono arrabbiato con me stesso. Nella vita è importante fare qualcosa per se stessi, è una sola e bisogna sfruttarla. Nel rispetto di tutti, devi avere anche l’egoismo di fare qualcosa per te, perchè la vita è la tua prima di tutto.

Nel ringraziare Massimiliano per la disponibilità e simpatia dimostrata, gli auguriamo tantissimi anni ancora pieni di mare, vento e kitesurf.



Marco Cavallaro