Tutto ciò che c’è da sapere su “The Resident”, la serie tv con Matt Czurchry

Lo avevamo lasciato nei panni di Logan Huntzberger, il fidanzato ufficiale rifiutato e poi diventato amante di Rory Gilmore in “Una Mamma per amica”, ma oggi Matt Czuchry torna in “The Resident” nei panni di un medico cinico e sexy.

“The Resident” è il nuovo medical drama statunitense creato da Amy Holden Jones, Hayley Schore and Roshan Sethi ed arrivato su Fox Italia dal 5 marzo 2018.

Scordatevi i paragoni con “Grey’s anatomy”, “Doctor House” o “E.R. Medicin in prima linea” perché “The Resident” è una serie che racconta la sanità statunitense in maniera reale, cruda e disarmata.

Il produttore Antoine Fuqua ha così dichiarato: “Abbiamo cercato di rappresentare una situazione simile alla vita di tutti i giorni, mettendo a nudo i problemi di una grande azienda ospedaliera. È bastato iniziare le riprese per capire che stavamo portando a galla storie che qualunque cittadino americano aveva vissuto sulla sua pelle”.

La prima stagione consta di tredici episodi della durata di circa quaranta minuti ed è stata prodotta da 20th Century Fox. In comune con le serie tv mediche cult, The Resident ha l’ambientazione – l’unico luogo in cui si svolgono le dinamiche è il Chastain Park Memorial Hospital – il ruolo degli attori – protagonisti e figuranti sono medici ed infermieri o al massimo pazienti– il bar a fine turno e la medicina. Quest’ultima in “The Resident” viene affrontata senza fronzoli o forzato lieto fine, ma col senso di abnegazione totale, con la paradossalità della realtà e con ancora il profondo problema della diversità. Non vi sono storie d’amore invidiabili che prendono spazio all’intreccio ospedaliero o smorzano la tensione per l’intervento o lo stato di salute grave di un paziente. Tutto ruota inevitabilmente, precisamente e dettagliatamente attorno al lavoro dei medici protagonisti.

I medici – rispettivamente Conrad Hakins (Matt Czurchry), Randolph Bell, Devon Pravesh  – e l’infermiera Nicolette Nevin si trovano ad affrontare casi e pazienti con un sistema sanitario statunitense vacillante e pieno di contraddizioni. Infatti, il Dottor Pravesh – il novellino che ha finito gli studi da poco – fa i conti con la realtà delle sale d’attesa, delle scelte mediche da intraprendere e della difficoltà della professione medica insieme al suo mentore Dottor Hawkins che lo scoraggia, o meglio, condivide con lui la sua visione cinica e pessimistica della corsia ospedaliera. Il Dottor Bell (Bruce Greenwood), primario di chirurgia, oramai subisce gli effetti dell’età e piuttosto che tirarsi indietro tiene sotto scacco colleghi giovani, inservienti e ausiliari per insabbiare i suoi errori durante le operazioni. In tutto questo il Dottor Hawkins è il vero protagonista della serie: si mescola con la vita e con gli eventi degli altri, ha una storia interrotta in cui spera ancora con l’infermiera Nic e, seppur cinico, tiene così tanto a salvare i suoi pazienti da agire pure in senso opposto alla deontologia medica.

Nei primi episodi sono emerse tematiche scottanti come il rapporto tra il sistema sanitario e l’immigrazione, l’uso e la manomissione della lista del trapianto di organi, la rilevanza della riconoscibilità dello stato di salute di un paziente quando arriva in un pronto soccorso e il rapporto tra cliniche private e ospedali pubblici.

Oltre il modo di raccontare la sanità statunitense, fa strano anche trovare un cast ricco di attori che sono diventati celebri e popolari in altre serie tv o film imperdibili. Il Dottor Hawkins è Matt Czuchry, il Logan di Rory in “Una mamma per amica” e il Cary Agos in “The Good Wife”. Il giovane Dottor Pravesh è interpretato da Manish Dayal, il protagonista del film “Amore, cucina e curry”; l’infermiera Nic è Emily VanCamp, la stella della serie tv “Revenge” ma anche nota per “Everwood” e “Brothers and sisters” e veste i panni della Dott.ssa Lane Hunter Melina Kanakaredes, famosissima per “Providence” e “CSI: NY”. Un cast, quindi, ben assortito di volti noti nel quale però non mancano novità come Merrin Dungey che interpreta Claire Thorpe ed è bravissima.

Vi chiederete: “The Resident” racconta solo il marcio della sanità americana?

Il produttore Antoine Fuqua ha specificato: «Quella medica è forse l’unica professione in cui ogni decisione può significare vita o morte di una persona. Chi lavora in questo campo spesso è in buona fede, ma in uno show come il nostro è giusto rappresentare anche gli aspetti più oscuri di questa realtà. Il motivo per cui mi sono subito appassionato a questo progetto, è che mostra sia la parte buona che quella cattiva della sanità a stelle e strisce. In tv si vedono quasi sempre dottori che seguono diligentemente le procedure mediche. La differenza è che se ti rilassi troppo guardando The Resident, ti arriverà un calcio in faccia quando meno te lo aspetti».

Buona visione!



Sandy Sciuto