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Tanti auguri Alberto Burri, maestro di “Ars-Humanitas”

Se ci si reca a Città di Castello, in Umbria, si resta attoniti e stupiti nell’osservare le opere del maestro Alberto Burri, che oggi avrebbe compiuto 106 anni.

Nato in quella località, donò ad essa una buona parte della sua produzione, oggi visitabile presso i due musei della Fondazione Alberto Burri che gestisce il tutto: Palazzo Albissini e gli ex seccatoi del tabacco.

È un’esperienza immersiva quando entri in contatto con le realizzazioni di quest’artista che seppe conquistare il mondo, ammaliando persino il pubblico dell’esigente California: la materia soffre nelle sue opere, e noi siamo fatti di carne ed ossa, del resto.

alberto burri

Forse è per questo motivo che si resta coinvolti, colpiti emotivamente nell’osservare l’Informale dei suoi sacchi che dà forma a stranianti sentimenti di compassione dentro di noi, di dolore per una realtà, esteriore o interiore, oggi più che mai ugualmente lacerata.

“Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni”, scrisse William Shakespeare, ma è anche vero che lo stesso concetto di materia non ci rende così distanti dagli oggetti: ché non è vero che son senza anima, se un artista come Burri sapeva plasmargliela su misura.

I sacchi e le tele di quest’artista parlano ancora oggi come se piangessero, perché dietro le sue opere c’è il ricordo della tragedia di una guerra vissuta, fatta di sangue e carne e che si combatte ancora in tante parti del pianeta.

alberto burri

È una guerra anche quella che stiamo combattendo tutt’ora contro il covid, la sua gestione e le sue conseguenze: forse un artista come lui può indurci con la materia a ritrovare quella parte fragile di noi stessi.

Per poi non ricacciarla, ma per accostarvisi con maggior attenzione: solo così ci si può maneggiare con cura, la stessa con la quale Alberto metteva insieme materiali così diversi come ferro e legno, o colori così lontani come il nero e l’oro.

E quando la plastica delle sue opere bruciava, l’arte si compiaceva del proprio dolore: mai fu più azzeccato, forse, il binomio “Ars-Humanitas”.

Le foto sono state scattate dall’autore dell’articolo, Christian Liguori.



Christian Liguori