Social Chef: mangiare al buio? è possibile, gustoso e divertente, lo dice Anthony Andaloro

Di Martina Naccarato per Social Up!

Per tutti gli esperti ed appassionati di cucina oggi è un grande giorno:Social Up ha intervistato per voi Anthony Andaloro, il primo ed unico “blind chef” d’Italia, che si è mostrato disponibile ed onorato di poter soddisfare qualche vostra (e nostra) curiosità.

Come nasce la sua passione per la cucina? Perché ha deciso di diventare chef?

La mia passione per la cucina nasce nel momento in cui mi sono ritrovato a dover far fronte ad una mia necessità, ovvero, quella di mantenermi agli studi. Infatti, mentre studiavo presso l’Accademia di Belle Arti di Milano, lavoravo come aiuto cuoco in un ristorante. Nel 2012 ho deciso di seguire il suggerimento di Felice Tagliaferri _ unico scultore non vedente al mondo e autore del Cristo velato_ che mi ha consigliato di fare della mia passione per la cucina una vera e propria professione. È così che sono diventato il primo “blind chef” d’Italia.

Cosa ne pensa della cucina etnica importata in Italia?

Beh, devo dire, che quando viaggio sia per lavoro che per diletto, amo mangiare cibo locale e scoprire nuovi sapori, in particolare, adoro la cucina cinese. Credo quindi che avere la possibilità di gustare, e magari, anche apprezzare l’arte culinaria di altri Paesi, pur restando in Italia, sia davvero divertente ed importante per accrescere il nostro livello culturale.

Crede che sia giusto mettersi a dieta? Se sì, quali sono i cibi ai quali non dovrebbe mai rinunciare chi intende dimagrire?

Partendo dal presupposto che, essendo un buongustaio, sono contrario ad ogni tipo di dieta; ritengo che la cosa fondamentale, anche quando si vuol dimagrire, sia mangiare un pò di tutto, ovviamente, nelle giuste dosi, senza dover quindi rinunciare a nessun tipo di cibo. Ad esempio, è scorretto eliminare dalla dieta carboidrati o proteine.

Lei che ha una grande passione per il cibo e che ormai è uno chef conosciuto in tutto il mondo, ci può dire come dev’essere l’alimentazione per essere corretta?

Come ho già detto prima, il nostro organismo ha bisogno di svariati tipi di sostanze, che chiaramente, sono contenute in diversi cibi. Quindi, l’alimentazione per essere corretta, dev’essere innanzitutto equilibrata. Perciò, sulla nostra tavola non possono mai mancare frutta, verdura, legumi, formaggi, e perché no, anche un bicchiere di buon vino. Inoltre, mi sento in dovere di sottolineare che è consigliabile mangiare poco e spesso. Infine, è importantissimo ricordare che la colazione è il pasto principale della giornata, e in quanto tale, dovrebbe essere sostanzioso ed includere cibi sia dolci che salati. Non rinunciate ad uno yogurt magro con cereali e a delle fette biscottate con un pò di marmellata.

In che modo uno chef non vedente riesce a compensare la mancanza della vista usando gli altri quatto sensi?

So benissimo che vi sembrerà strano o addirittura impossibile sentirlo dire, ma non credo che la vista sia indispensabile, già, non lo è affatto, vi assicuro che i non vedenti, utilizzando l’olfatto, il tatto, l’udito ed il gusto, sono in grado di “vedere oltre”, riescono cioè a percepire ogni cosa meglio di qualsiasi vedente. Ovviamente, un non vedente che si mette ai fornelli, nel farlo, dev’essere molto più prudente rispetto ad una persona che ci vede. Permettetemi inoltre di sottolineare che, a mio avviso, grazie alla forza di volontà, si può fare tutto, perciò, è fondamentale che le persone diversamente abili non si sentano delle vittime, ma bensì che abbiano delle ambizioni ed inseguano i loro sogni con grande tenacia.

In che cosa consiste esattamente una cena sensoriale?

Le cene sensoriali hanno lo scopo di far conoscere ai vedenti quelle che sono le reali difficoltà di chi invece non vede. A differenza di quelle organizzate da molti miei colleghi, le cene sensoriali da me coordinate, non vengono fatte al buio, ma bensì, a lume di candela. Gli ospiti vengono bendati, e, solo alla fine potranno vedere ciò che hanno gustato. Infatti, mentre mangiano devono percepire ingredienti, sapori e colori della pietanza che hanno nel piatto. Ogniqualvolta entro in sala per servire una portata, dico ai commensali qual è il nome che le ho attribuito, e poi permetto loro di toccarla ed odorarla, in modo da facilitarli nella percezione. Infine, per esperienza personale, posso affermare che, usando solo quattro sensi, i bambini sono in grado di percepire molte più cose rispetto agli adulti.

Come nasce l’idea di devolvere il ricavato delle cene sensoriale da lei organizzate a favore di associazioni di paraplegici e/o non vedenti?

Quest’idea nasce a seguito di un’esperienza che ho vissuto nel 2003, quando grazie ad una raccolta fondi promossa dai miei amici e compaesani ho avuto modo di recarmi a Cuba per effettuare un trapianto. In quell’occasione, mi son detto che se fossi sopravvissuto all’intervento, anch’io avrei raccolto fondi a favore di persone diversamente abili per permettere loro di curarsi all’estero oppure di acquistare ausili che agevolino lo svolgimento delle loro attività quotidiane.

Cosa pensa di Masterchef e degli altri programmi televisivi di cucina?

Personalmente, li definirei “TV spazzatura”, in quanto, i giudici anziché incoraggiare i concorrenti, tendono a farli sentire inadeguati e persino a denigrarli.

Cosa ne pensa di Christine, la ragazza non vedente, vincitrice della terza edizione di Masterchef USA?

Sono molto orgoglioso di lei e ritengo che abbia fatto davvero bene a mettersi in gioco, secondo me, è una persona dalla quale prendere esempio. Spero di riuscire ad incontrarla al più presto.

Si aspettava di diventare così famoso? Come vive la sua popolarità?

Vi assicuro che il mio successo è totalmente inaspettato, ma soprattutto indesiderato. Anch’io sono una persona come tante, perciò, in alcuni casi vengo apprezzato ed in altri invece criticato. Io sono comunque contento di essere diventato famoso e penso che anche i più grandi esperti talvolta debbano essere criticati, perché, a mio avviso, le critiche possono essere anche molto costruttive.

Amici, lo chef Anthony vi aspetta stasera a Bronte, (Catania), presso  La Fucina di Vulcano, per una delle sue gustose cene sensoriali. Partecipate numerosissimi, ci sarà da leccarsi i baffi.



redazione