Ragazzina bullizzata annuncia il suicidio sui social

Succedeva a inizio del 2019 quando una ragazzina australiana di 14 anni, Rochelle Pryor, si è tolta la vita perché veniva bullizzata. Quando il papà l’ha trovata impiccata nella sua camera è stata portata d’urgenza in ospedale, ma per lei non c’è stato nulla da fare ed è morta dopo 9 giorni.

La bambina era finita nel mirino dei compagni bulli a causa delle sue origini aborigene. Come hanno raccontato la mamma e la sorella della piccola, Rochelle un giorno era tornata a casa piena di tagli sulle gambe e da quel momento non aveva più voluto tornare a scuola.

Poco prima di commettere il suicidio Rochelle aveva scritto sui social media: “Una volta che me ne sarò andata, il bullismo e il razzismo si fermeranno”. I suoi amici sono rimasti molto scossi per la sua morte. La ragazzina è stata la quinta giovane di origine aborigena morta quest’anno e secondo l’Australian Bureau of Statistics un ragazzino o ragazzina di origini indigene ha 5 possibilità in più di rischiare il suicidio rispetto ai coetanei.



redazione