Noleggio e riutilizzo per ridurre l’impatto ambientale: il caso Johix

La generazione degli anni Novanta, cresciuta vivendo di tv a stelle e strisce, probabilmente è stata rapita dalla “strana” abitudine di “noleggiare” tutto ciò che è materiale da parte degli americani. Non solo un’auto, a cui siamo abituati noi, ma anche mobili d’arredamento, smoking, piscine, palestre, e chi più ne ha più ne metta.

Se negli anni Novanta questo approccio nasceva dalla volontà di essere efficienti nelle spese, godendosi un bene magari molto costoso, rinunciando però all’acquisto, nel 2021 questo filone si basa anche sui principi dell’economia del riutilizzo, dell’economia dell’accesso.

Proprio per sopperire alle necessità di noleggiare attrezzature per un breve periodo di tempo è nata Johix, una startup innovativa che ha messo a punto una piattaforma capace di digitalizzare tutti le fasi ed i processi del noleggio di qualsiasi categoria merceologica (sì avete capito bene, qualsiasi).

L’idea nasce nel 2014 quando Andrea Francialancia, il fondatore, decide di aprire un marketplace dedicato al noleggio a breve termine di attrezzature per eventi. Il mercato del noleggio convince vari utenti al punto da trasformarsi in una vera e propria impresa nel 2020.

“Johix nasce da un problema che ho vissuto in prima persona: dopo aver organizzato il mio matrimonio e numerosi eventi, ho capito che le difficoltà legate al noleggio sono molte più di quelle che sembrano e riguardano la gestione di più providers, la logistica, l’assistenza, l’assicurazione dei beni e la gestione di pagamenti dilazionati o rateali. Ho scelto così di creare una soluzione che potesse rendere il noleggio il più semplice possibile” spiega Andrea Francalancia, fondatore di Johix.

Da un’economia del possesso a un’economia dell’accesso

L’economia circolare non si mette in pratica solamente con il riciclo dei rifiuti o il recupero degli scarti di produzione, ma, come accennato sopra, si realizza anche estendendo la vita utile dei beni dandogli una seconda possibilità. Il noleggio è uno strumento per diffondere i principi del “second-hand”.

L’innovazione di Johix non si esaurisce nella possibilità di noleggiare qualsiasi tipologia di merce, poiché la piattaforma dà la possibilità di acquistare anche servizi complementari al proprio acquisto (consegna, montaggio, assistenza, assicurazione), anche di tipo finanziario (pagamento a rate).

Il noleggio, infatti, è vincente quando è accompagnato da servizi: con Johix, per esempio, se una persona è intenzionata a noleggiare un tapis roulant da installare nella propria casa, ha l’opportunità di includere anche il supporto di un personal trainer”. spiega Andrea Francalancia.

Due modelli di business per avvicinare aziende e privati al mondo del noleggio

 Johix si rivolge agli utenti finali (consumatori), ma anche alle aziende che producono beni durevoli (fornitori). Per andare incontro alle esigenze di entrambi, sono stati sviluppati due modelli di business:

  • Per gli utenti finali, Johix è un e-renting e tramite un marketplace dedicato offre direttamente ai clienti la possibilità di noleggiare autonomamente una vasta gamma di prodotti a fronte di un’unica rata mensile, comprensiva di servizi aggiuntivi;

  • Per le aziende che producono o distribuiscono beni durevoli, Johix è un renting enabler, che tramite una piattaforma tecnologica e la gestione delle operations supporta le aziende che vogliono introdurre la formula del noleggio nella propria proposta commerciale. La piattaforma, semplice ed intuitiva, digitalizza i principali processi legati al noleggio ed abilita servizi innovativi per il settore.

A differenza di altre realtà, Johix sceglie di non specializzarsi in singoli settori, rivolgersi così sia al mondo B2B che B2C.

Progetti futuri

 Nata nel 2019, la startup Johix ha visto incrementare il proprio fatturato (da 48k nel 2019 a 310k nel primo semestre 2021) e punta per il 2022 a introdurre nella propria piattaforma di noleggio anche prodotti per l’infanzia, attrezzature medicali, sistemi di domotica, d’allarme e strutture di micromobilità. L’obiettivo è rendere il sistema il più scalabile possibile, al fine di dare il via al processo di internazionalizzazione.



Paride Rossi