Le ragazze terribili sono argento, scrivono la storia e sono il sogno per Tokyo 2020

Sandy Sciuto

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Neanche un minuto di non cuore. Le ragazze terribili di Davide Mazzanti conquistano la medaglia d’argento ai Mondiali tenutesi in Giappone entrando di diritto nella storia del volley italiano.

La nazionale italiana di volley mancava dal podio mondiale da ben sedici anni. Adesso l’Italia è lì, accanto a Cina e Serbia, dando un segnale importante e fondamentale in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Le ragazze terribili – così soprannominate sui social tramite un hastag – hanno fatto sognare per tutto il Mondiale. Partita dopo partita si sono affermate non solo a livello internazionale, ma hanno richiamato l’attenzione anche di molti italiani lontani dallo sport della pallavolo e poco attenti a questa splendida squadra che ha portato il volley italiano nuovamente su uno dei gradini più alti a livello mondiale.

Appare normale, ma in realtà l’impresa è stata del tutto eccezionale. Le atlete hanno costruito l’obiettivo podio set dopo set, macinando avversarie e acquisendo grinta e voglia di crederci. Poco importa se per un soffio è stata mancata la medaglia d’oro. De Gregori l’ha cantato a gran voce: “Un giocatore si vede dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia” e le azzurre hanno dimostrato sul campo di avere tutte queste qualità inclusi grandi sorrisi che stemperavano le tensioni delle gare.

Nella finale mondiale hanno dato prova di quanto a vincere sia il gioco di squadra, la determinazione, l’obiettivo comune da perseguire e la cura di giocare ogni singola palla come fosse l’ultima. Del resto, parliamo di una squadra le cui giocatrici hanno in media 23 anni, ognuna di loro ha una forza, qualità atletiche ben specifiche e l’energia rivoluzionaria dei ventenni: tutte qualità capaci di fare la differenza non solo nella vita ma soprattutto in una competizione sportiva.

La finale giocata contro la Serbia è stata tatticamente ben preparata dall’allenatore Mazzanti, regalando momenti di forte slancio e vitalità ed altri meno significativi e più tesi. In campo, il Capitano Chirichella insieme a Danesi, Malinov, Sylla, Egonu, De Gennaro e Bosetti con Cambi che entrava ad ogni finale di set si sono battute con estrema caparbietà mantenendo concentrazione, ottimo gioco difensivo e super schiacciate firmate Egonu che hanno portato l’Italia ad essere un avversario temibile per la Serbia, tant’è che solo al quinto set si è arrivati alla resa dei conti. Dal canto loro, però, la Serbia vantava maggiore esperienza e cinismo e, soprattutto, la presenza di giocatrici come Boscovic, Mijhailovic e Rasic. Ultimatasi con il risultato di 3 a 2 (20-25, 25-14, 23-25, 25-19, 15-12) per la Serbia, deve riconoscersi che le azzurre hanno avuto delle pecche in qualche palla sporca, in alcuni passaggi giocati malissimo, in delle battute a vuoto, nell’aver lasciato andare alla Serbia la vittoria del secondo set non credendoci più ed aver male interpretato il decisivo quinto set.

Cosa resta, quindi, dei Mondiali in Giappone per il volley italiano?

Restano molte consapevolezze. Prima di tutto che l’allenatore Davide Mazzanti è stato molto bravo a saper gestire le atlete, a saper dosare i cambi e a rafforzare il gioco di squadra.  Inoltre, le nostre azzurre sono il meraviglioso futuro che meritiamo di vedere primeggiare a Tokyo 2020. Non è un caso che quattro delle atlete italiane hanno vinto i premi individuali: Mriam Sylla come Miglior schiacciatrice, Ofelia Malinov come Miglior Palleggiatore e Monica De Gennaro come Miglior libero e Paola Egonu come Miglior opposto. Quest’ultima, a soli diciannove anni, è il diamante prezioso della nazionale italiana e schiaccia con una bellezza senza precedenti.

E poi resta l’unica grande certezza: si vince non solo con la tecnica, con il duro lavoro e con i sacrifici, ma anche con il cuore, con lo slancio di chi sa di rappresentare la propria nazione e non vuole deluderla e con il crederci sempre e mollare mai. Quel “Forza azzurre” urlato e scritto ovunque è un atto di fede del tifoso che si sente fiero ed orgoglioso nel profondo quando l’eccellenza italiana supera i confini e si impone. Le ragazze terribili sono il simbolo dell’Italia che combatte e vince perché non è importante il colore della medaglia. Importa aver scritto la storia in un giorno di Ottobre qualunque, in Giappone, sorprendendo le avversarie con la leggerezza di chi ha il cuore grande, il talento e non si arrende mai.

W le ragazze terribili!

Forza azzurre!