La Norvegia protegge i suoi fiordi: saranno zone a emissioni zero entro il 2026

Giuseppe Forte

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La Norvegia prosegue ininterrottamente il suo piano verso il raggiungimento della carbon neutrality. Viaggiatori di lusso ed amanti delle avventure sulle navi da crociera potranno assistere a radicali cambiamenti nei prossimi anni; il Parlamento norvegese ha recentemente annunciato che entro il 2026 è prevista una drastica riduzione dell’impronta di carbonio nella zona dei fiordi, patrimonio paesaggistico locale di straordinaria bellezza.

“Per la prima volta nel mondo, vi è l’obbligo di navigare senza emissioni nei fiordi e nei loro porti. La Norvegia è stata a lungo leader mondiale in questo settore grazie a solide decisioni politiche sui requisiti delle emissioni”, ha affermato Marius Holm, leader della fondazione ambientale nota come ZERO. “Ora il Paese sta compiendo un ulteriore passo avanti verso la questione marittima, che ha ripercussioni globali. A livello nazionale, ciò significherà uno sviluppo positivo verso soluzioni prive di emissioni su molte navi turistiche, una determinante diminuzione delle emissioni di gas serra e l’arresto del dannoso inquinamento atmosferico”.

I mari che circondano la Norvegia sono spesso e volentieri oggetto di frequenti mete turistiche e per questo motivo altamente inquinati. Nell’ultimo decennio la situazione è migliorata grazie alla volontà di porre regole sul consumo energetico, sullo smaltimento dei rifiuti e sulla giusta gestione dei trasporti per agevolare la salvaguardia dell’ambiente. Nel 2006, il Norwegian Institute of Aeronautics ha scoperto che quando tre o cinque navi si trovano nella stessa area, i livelli di biossido di azoto raggiungono i 180 microgrammi per metro cubo, dati paragonabili a quelli delle grandi città come Barcellona e Londra. Questi numeri sono anche pericolosamente vicini ai limiti legali sui microgrammi messi in vigore dall’Unione europea.

Quest’ultima decisione riguarderà principalmente le navi di grandi dimensioni e in particolare quelle da crociera che offrono decine di fermate lungo gli avveniristici fiordi norvegesi in appena una settimana. Trattandosi di uno dei principali luoghi turistici del Paese, migliaia di visitatori accorrono ogni anno per ammirare questo spettacolo naturale; Geirangerfjord, uno dei fiordi più famosi, vede circa 300.000 croceristi ogni anno. Nonostante i continui sforzi da parte dell’industria per ridurre le emissioni in eccesso, il numero di persone interessate ad un’esperienza in crociera continua ad aumentare.

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Ma i problemi sull’inquinamento non giungono soltanto dal fronte turistico. Anche i traghetti e il consueto traffico navale aggiungono un contributo significativo ai livelli di ossido di azoto e ossido di zolfo. Lo scorso anno, il Ministero per il Clima e l’Ambiente ha condotto uno studio con le autorità marittime norvegesi per valutare le entità dei danni giunti dalla navigazione lungo i fiordi. “La maggior parte delle navi che operano nei fiordi sono state costruite prima del 2000 e possiedono motori senza tecnologia moderna per ridurre l’inquinamento”, viene riferito dallo studio. “Questo porta, tra le altre cose, alle emissioni di particolato, ossidi di zolfo (SOx) e ossidi di azoto (NOx)”.

Alcuni ricercatori hanno già accreditato lo sviluppo di sistemi di depurazione dei gas di scarico e l’utilizzo di carburante con contenuto inferiore di zolfo. Altre contromisure sono state prese durante il mese di marzo, quando le autorità portuali norvegesi hanno annunciato che avrebbero usato dei droni per esaminare le acque e valutare la presenza di agenti inquinanti. I droni poi mandano dei segnali ad una nave elettrica adibita alla pulizia del fondo marino. Fjord1, un massiccio gruppo di trasporto norvegese che gestisce 75 navi, ha ordinato a Havyard Group di avviare la costruzione di traghetti elettrici. Anche il primo traghetto norvegese, Ampere, sta riportando risultati positivi, tagliando le sue emissioni del 95% e costando l’80% in soli due anni.