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Kesha, l’unico gatto dell’arcipelago norvegese delle Svalbard

Affettuoso, gentile e terribilmente adorabile: ecco come potremmo descrive Kesha, l’unico esemplare di un gatto dell’isola di Berentsburg. Ci troviamo nell’Oceano Atlantico nell’arcipelago delle Svalbard, a metà strada tra la Norvegia ed il Polo Nord. Qui, l’incontaminata natura e la fauna artica sono racchiuse in un ambiente duro ma al tempo stesso estremamente fragile. Se un tempo la vita sulle isole, ruotava intorno alla caccia alle balene, oggigiorno tutto gira intorno alla sostenibilità. Quasi due terzi della superficie delle Svalbard è protetta, con tre riserve naturali, sei parchi nazionali, 15 santuari di uccelli e un’area a geografia integrata protetta. Oltre a qualche migliaio di orsi polari, le isole sono abitate da circa 3.000 persone, di cui 850 vivono a Berentsburg.

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KESHA: L’UNICO GATTO DELLE SVALBARD

Proprio a Barentsburg negli anni ’20 nacque il primo villaggio di minatori. Quando arrivarono sull’isola, oltre a strumenti e rifornimenti, portarono con loro anche alcuni gatti. Compito dei felini quello di cacciare i topi, giunti in Norvegia sulle imbarcazioni con i primi coloni. Oltre ai roditori, però, i gatti iniziarono a cacciare anche gli uccelli migratori che da quelle parti nidificano a terra a causa della mancanza di alberi. La presenza dei gatti modificò a tal punto il delicato equilibrio ecologico locale da spingere il governo norvegese ad assumere dei significativi provvedimenti. E cos’, negli ’90 venne  imposto il divieto di detenzione e allevamento di felini nell’arcipelago. Oltre alle tutela ambientale, secondo gli esperti fu anche un altro il motivo. I gatti, infatti, rappresentavano una minaccia per la salute e la vita umana, portatori del virus della rabbia.

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VITA DI KESHA: TRA COCCOLE E TEMPERATURE ARTICHE

Tuttavia, nonostante i divieti, Kesha è arrivato a Barentsburg, probabilmente insieme ad alcuni operai russi, non troppo preoccupati dei divieti norvegesi. Spacciandolo per una volpe artica, gli operai hanno trasportato clandestinamente il povero micio che si è ritrovato così ad essere l’unico esemplare nell’intero arcipelago.  Nonostante la sua unicità e le temperature glaciali, Kesha vive allegramente ed in perfetta sintonia con gli altri abitanti. Grazie ad un sottopelo molto più folto di quello dei sui simili, il micio riesce ad affrontare il freddo e a proteggere la sua gente tenendo lontani altri animali indesiderati. Questo senso di responsabilità e protezione lo si legge guardando Kesha negli occhi e osservando le tante cicatrici che porta sul corpo, il segno di tante battaglie difficili ma vinte. E gli abitanti lo ripagano con tutto il loro amore. Nonostante il carattere indurito dalla vita polare, Kesha è un gatto gentile e affettuoso e può contare su un caloroso benvenuto in ogni casa dove ad attenderlo ci sono sempre coccole e un’abbondante cena. Non sappiamo se Kesha sia davvero l’unico esemplare di gatto, ma di certo lui è il re indiscusso ed è già entrato nella leggenda.



Catiuscia Polzella