Tananai

Intervista a Tananai, con Esagerata alla conquista di Sanremo 2022

Tananai è un giovane cantautore italiano, nonostante il suo nome riporti alla mente suoni orientaleggianti. Tananai, nome d’arte di Alberto Cotta Ramusino, sta imponendo la sua presenza sulla scena musicale italiana. Al momento il suo nome si lega al format Sanremo Giovani 2021, dove Tananai è tra i 12 finalisti che proveranno a contendersi uno dei due posti fra i Big del Festival di Sanremo 2022. Eliminata la categoria Nuove Proposte, i due vincitori di Sanremo Giovani entreranno a pieno titolo alla kermesse dell’Ariston al fianco dei big.

Il brano presentato allo show è “Esagerata”, prodotta da d.whale e in cui lo stesso Tananai si è occupato della scrittura e della composizione musicale.
Il brano è dirompente fin dalle prime battute, con un ritmo che incalza e conduce l’ascoltatore in un vortice di stacchi fino all’esplosione del ritornello.

Esagerata pone il suo accento su una storia ormai burrascosa, “una relazione che può aver avuto chiunque, in cui ci si rincorre, in cui c’è un tira e molla”. Quando in una storia si perde l’equilibrio e sembra essere arrivato il momento di dire basta, ma si continua a riafferrarsi.

La cifra stilistica di Tananai lo ha fatto notare anche da Fedez, “mi ha proposto un brano che si adattava molto a me per il mio timbro e il mio modo di scrivere”.  Insieme hanno collaborato nella traccia “Le madri degli altri” nel nuovo album Disumano.

Dopo l’uscita di Esagerata e dei suoi brani precedenti, Maleducazione e Baby Goddamn, Tananai è pronto a portare sul palco la sua musica nei live previsti il 24 marzo a Roma a Largo Venue e 28 Marzo a Milano ai Magazzini Generali.

Partire dal brano presentato a Sanremo Giovani, Esagerata, raccontamelo…

“Esagerata è un brano che strizza molto l’occhio al mio passato da produttore di musica elettronica, ma anche al mio animo romantico che rispecchia un po’ il mio primo Ep. E’ un brano molto sincero, che descrive una relazione che può aver avuto chiunque, in cui ci si rincorre, in cui c’è un tira e molla. Descrive una situazione in cui si esagera, dove, però, non sempre ad esagerare è l’altra persona.  A volte anche io sono stato esagerato. La condizione dell’uomo è quella di pensare che siano sempre gli altri ad esagerare. Esagerata è la persona a cui mi riferisco. Una canzone un po’ burrascosa.”

Si può leggere anche una metafora della vita: rincorrere e perseverare un qualcosa, anche quando questo è sfuggente…

“Mi piace che ci si possano leggere altri significati in base al proprio vissuto. Questo è un aspetto che amo molto della musica. Si parte da un input, poi ognuno ci vede ciò che più lo rappresenta e molte volte, ci azzeccano molto più di me.”

Com’è nata l’idea di partecipare a Sanremo Giovani.

“In realtà, in maniera molto spontanea. Ho ricevuto la telefonata del mio manager in cui mi proponeva di provare Sanremo Giovani e l’idea mi è piaciuta. C’era già l’intenzione di provare a partecipare lo scorso anno, ma non sono riuscito a presentarmi alle audizioni. Una volta nella vita volevo cogliere quest’opportunità e quest’anno è stata l’occasione giusta.”

Pensi che Sanremo sia riuscito a colmare quel divario tra i vecchi canoni e le nuove tendenze musicali, “giovanili”?

“Assolutamente sì. Se consideriamo i nomi in gara e ci soffermassimo solo su questo, si intuisce immediatamente che da quando c’è Amadeus alla direzione, Sanremo è oggettivamente diventato un festival che rispecchia molto di più anche noi “Ciovani”, diciamolo con la C. Sì, sicuramente ora è diventato un festival che mi rappresenta di più, indipendentemente dal fatto che io ci sia o meno.”

Beh, centinaia di domande di partecipazione e sei arrivato tra i 12 finalisti… Come ci si sente?

“Sono molto felice e anche un po’ emozionato. Adesso inizio a sentire un po’ l’adrenalina. In genere un po’ tutto quello che faccio, cerco sempre di agire con leggerezza. Sai, penso anche alla legge dei gradi numeri. Più si è e più è difficile, ma quando poi il traguardo si avvicina e anche numericamente diventa qualcosa di più concreto e fattibile, ti assale la voglia di riuscirci.”

Tra gli altri concorrenti, c’è qualcuno che pensi possa ostacolarti dal podio?

“Ma penso un po’ tutti! Ti sto dando una risposta quanto più politically correct possibile!”

Noto, non vuoi proprio sbilanciarti!

“A parte gli scherzi, è che la musica è un qualcosa di talmente soggettivo… Ovviamente tra tutti i ragazzi ho i miei preferiti dal punto di vista musicale e realmente chiunque potrebbe essere un ostacolo. Spero di esserlo anche io per loro, ma al di là di tutto, è importante che ci sia della bella musica.”

Il tuo brano è ormai noto, così come quelli degli altri… Quanto pensi conti la performance finale?

“Penso che conti un buon 50%. Oltre Sanremo, chi fa musica lo fa per potersi esibire, se poi l’esibizione non rispecchia le aspettative e non da un valore aggiunto, perché qualcuno dovrebbe acquistare un biglietto per venire ad ascoltarti. Ecco, attuando questo concetto anche a Sanremo, è importante per il pubblico da casa, che guarda lo show, ricevere un qualcosa oltre ad una bella voce.”

Andiamo per assurdo! Arrivato al podio, il brano che presenterai per le esibizioni tra i big… seguirà il fil rouge di Esagerata?

Eh no! Ma non posso dirti… Ecco sarà molto in stile Tananai. Presenterò un qualcosa che mi rispecchi.

Per quanto riguarda la rosa dei big, si prospetta un festival interessante… Che ne pensi?

“Un bel festival sicuramente. Sarebbe bellissimo stare lì, tra mostri sacri e nuovi mostri sacri. Sono mega curioso. Mi piacerebbe ascoltare in anteprima almeno una decina di pezzi. Sono curioso, ci sono nomi interessanti, altri particolari, soprattutto nelle coppie. Ci sono elementi underground, atri che hanno conquistato il mercato discografico quest’anno o nei precedenti… Si prospetta una gara interessante.

Ultima domanda! Sono curioso di sapere come è nata la collaborazione di Le madri degli altri, in Disumano con Fedez.

“In modo molto spontaneo. Sono stato contattato da Federico che ha apprezzato la mia musica e mi dice che avrebbe avuto piacere… In realtà, a me avrebbe fatto piacere, collaborare. Mi ha proposto un brano che si adattava molto a me per il mio timbro e il mio modo di scrivere ed è andata. Siamo molto contenti del risultato.”



Benito Dell'Aquila