L’incredibile storia del medico che si operò l’appendicite da solo

A noi di Social Up piace anche raccontarvi le storie più incredibili, assurde, divertenti etc. provenienti da tutto il mondo. Questa settimana, solo per voi, parliamo dell’incredibile storia del dottore russo che si operò di appendicite da solo.

La nave OB, con la sesta spedizione antartica sovietica a bordo, salpò da Leningrado il 5 novembre 1960. Il compito dell’equipaggio era quello di costruire una nuova base sovietica sulla costa Antartica di Astrid Princess. Dopo nove settimane, la nuova base
Novolazarevskaya aprì.

 Uno dei membri della spedizione era il chrirurgo 27enne Leonid Ivanovich Rogozov che si era imbarcato come unico medico della squadra, anche se, durante la permanenza, svolse i lavori di meteorologo e di conducente di uno dei veicoli. Dopo diverse settimane, come risulta dal suo diario, Rogozov si ammalò. Inizialmente si trattava di nausea, malessere e debolezza, ma poi comparvero anche dolore addominale e febbre a 37.5°.

“Sembra che io abbia l’appendicite, continuo a mostrarmi tranquillo, persino a sorridere. Perché spaventare i miei amici? Chi potrebbe essermi di aiuto?” scrisse Rogozov nei suoi diari.


Così il ragazzo decise di iniziare un trattamento medico con antibiotici, ma le sue condizioni presto peggiorarono, con nausea e vomito che diventarono più frequenti e la febbre che saliva. Come chirurgo, Rogozov non ebbe dubbi nel diagnosticarsi una forma di appendicite acuta. In questa situazione, tuttavita, fu un crudele scherzo del destino.

Sapeva che per sopravvivere doveva essere operato, ma le condizioni erano critiche: era l’unico medico in una colonia Antartica appena fondata, e il trasporto era impossibile per colpa delle innumerevoli tempeste di neve; presto
capì che l’unica soluzione per salvarsi la vita era soltanto una: operarsi da solo.

In vista di questo auto-intervento di appendicectomia, che fu il primo e l’ultimo documentato nella storia della medicina, il meteorologo Alexandr Artemev, si improvvisò ferrista, il meccanico Zinovy Teplinsky fu incaricato di muovere la lampada e lo specchio, mentre il direttore della stazione Vladislav Gerbovich era pronto a sostituire in caso qualcuno dei due poteva sentirsi male o svenire. Rogozov preparò anche alcune siringhe già caricate con farmaci da iniettargli in caso di perdita di conoscenza.

L’intervento finì alle 4 del mattino quando Rogozov, sfinito, si addormentò con l’aiuto di un sonnifero. La mattina dopo la sua temperatura era a 38,1 °C. Proseguì la terapia antibiotica. Dopo quattro giorni il suo intestino riprese a funzionare, ed il giorno seguente la temperatura corporea rientrò nella norma. Trascorse due settimane dall’intervento, e tolti i punti, Rogozov tornò al lavoro.

Scrisse nel suo diario l’8 maggio, ripensando al suo stato d’animo durante l’intervento: “Non mi sono concesso di pensare a nient’altro che al compito che avevo davanti. Era necessario armarsi di coraggio e stringere i denti”.



redazione