Il viaggio sulla tavola da surf di Chris Bertish: dal Marocco ai Caraibi per i bimbi africani

In social up, SOCIALE by Catiuscia PolzellaLeave a Comment

“Sapore di sale, sapore di mare“, cantava Gino Paoli nel 1963. Potrebbe essere questa la colonna sonora dell’impresa di Chris Bertish, che ha vissuto un’avventura che ha il sapore dell’impresa. Sudafricano di quarant’anni e surfista di professione. E’ lui, infatti, la prima persona al mondo ad aver attraversato l’oceano a bordo di una tavola da surf.

Sulla quella tavola, costruita ad hoc, Chris, partendo dalle coste del Marocco per raggiungere i Caraibi, ha percorso in solitaria più di 6.400 chilometri sulla superficie dell’acqua. Oltre due milioni di pagaiate e dieci chili in meno per 93 giorni: ecco le cifre di questa fantastica impresa, ritenuta da alcuni impossibile. La traversata non sarebbe stata possibile senza la tavola costruita dall’architetto Phil Morrison: è lunga sei metri, può sopportare un carico di 600 chili e a prua ha anche una cabina utile per dormire, per conservare le strumentazioni di navigazione, ricaricabili con pannelli solari e il cibo. Per costruirla sono stati necessari sei mesi e ben 120 mila dollari.

Oltre alla distanza coperta, l’avventura di Chris ha anche un altro grande obiettivo: raccogliere fondi per finanziare progetti destinati a migliorare la vita dei bambini africani, a partire dalla costrizione di cinque scuole fino ad arrivare agli interventi estetici per i bimbi sfregiati in volto. E questo scopo diventa ancora più importante se consideriamo la sostenibilità del viaggio a impatto zero. Difficile immaginare di raccogliere fondi per una causa così nobile compiendo un’azione dall’alto impatto ambientale. Un problema che Chris Bertish ha risolto trasformando le sue braccia in forza motrice, utilizzando la tecnica del Sup (ovvero una tecnica che permette di stare in piedi sulla tavola e occupare più volume per un maggior sostegno), e riducendo a zero le emissioni di anidride carbonica. Ma non è tutto: oltre a eliminare i combustibili, a bordo Chris ha utilizzato pannelli solari e prodotti organici e biodegradabili. Unica consolazione per superare l’isolamento è stata la musica. Quella di Eddie Vedder, Johnny Clegg e dei Creed.

Di certo, tra le tante difficoltà, quello che avrà pesato maggiormente sarà stata la dieta forzata a base di cibi liofilizzati e barrette energetiche. Chissà quante notti il povero Chris, solo in mezzo al mare, in compagnia del rumore delle onde avrà pensato ad un hamburger, ad un panino, ad una bella crostata. Dopotutto, il sacrificio è necessario per raggiungere il successo, è l’impresa di Chris ha tutto il sapore di una grande vittoria!