Il Governo sapeva dei rischi Coronavirus già il 31 gennaio, ma per 25 giorni ha aspettato

Dalla Gazzetta Ufficiale del 31 gennaio, si legge che Conte, dichiarò lo stato di emergenza per l’Italia,  in quella data, ma il governo restò fermo per giorni lasciando i medici e la popolazione senza protezioni.

Si parla di  ben 25 lunghissimi giorni intercorsi tra il decreto pubblicato il primo febbraio sulla Gazzetta Ufficiale dove si riferiva di “iniziative di carattere straordinario e urgente” e il primo provvedimento della Protezione civile per fronteggiare la pandemia (il 25 febbraio), in cui si permette alla stessa di acquistare con “priorità assoluta rispetto ad ogni altro ordine” i dispositivi di protezione individuali indicati dal ministero della salute il 12 febbraio.

A Palazzo Chigi, allora tutto era noto, ma nonostante quello che si sapeva, nulla si è fatto per salvare le vite umane e la dignità di moltissimi Italiani.

Il primo febbraio viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

 Il testo, come da immagine riportata: “In considerazione di quanto esposto in premessa, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 7, comma 1, lettera c), e dell’articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, e’ dichiarato, per 6 mesi dalla data del presente provvedimento, lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”. 

Di certo, è difficile immaginare che la stessa persona che ogni minuto, diventa per noi tutti, aldilà dei colori e pensieri politici, il riferimento per tutti noi Italiani, che ci emoziona e fa scorrere le lacrime quando tutti ci raccogliamo in silenzio assoluto ad ascoltare le parole dell’uomo che ha in mano le nostre sorti, della nostra salute, della nostra vita economica, come possa avere fatto trascorrere 25 giorni, senza eseguire nessuno provvedimento, senza alcuna organizzazione per salvaguardare le vite, l’economia, il lavoro, la dignità di morire per altre vie, proteggendosi come soltanto adesso,sta succedendo.

Del resto, già il 27 gennaio il Presidente del Consiglio, durante la trasmissione Otto e Mezzo condotta da Lili Gruber, dove era ospite, affermava che il nostro Paese aveva adottato “misure cautelative all’avanguardia” e tutti “i protocolli di prevenzione”, senza però scendere in quei particolari che, con il senno di poi, avrebbero permesso alla popolazione, nonché alle strutture sanitarie, non forse di risolvere il problema ma di correre ai ripari per ottenere maggiori strumenti di tutela per la Salute pubblica.

Proclamare nella Gazzetta uno stato di epidemia, uno stato di allarme epidemiologico, che di base prevede, l’isolamento della popolazione, per aumentare le misure contenitive della forma virale, e poi invitare tutti a scendere in piazza, ad evitare forme di razzismo, chiedere di partecipare alle riunioni per salvaguardare la presenza cinese nel nostro territorio, invitare tutti ad abbracciarsi e a rimanere uniti.

In una macedonia di selfie, brunch, abbracci e pranzi a base di involtini primavera, dai sindaci locali a personalità come il Sindaco di Milano Sala e il Segretario del Pd Zingaretti (ironia della sorte colpito dal virus settimane più tardi), le accuse di razzismo e ‘xenofobia sanitaria’ si sono sprecate, salvo poi dover riconoscere l’assoluta gravità di una situazione che oramai stava sfuggendo di mano. 

Alla luce di tutte le teorie complottistiche sollevate dalla stampa controcorrente, e da sedicenti giornalisti come Malvezzi e Fusaro subito messi a tacere, come si spiega l’accusa rivolta al governo Conte sul ritardato annuncio dello stato di emergenza nazionale per la diffusione del Covid-19, che oggi avrebbe salvato la vita a molte persone.



Alessandra Filippello