Giornata internazionale dei sogni: Freud ci lascia la sua eredità

Il 25 settembre si celebra la giornata internazionale dei sogni. Vani, proibiti o irraggiungibili, sono forse la spinta necessaria per raggiungere i nostri obiettivi.

“Sognare ad occhi aperti” è un uso ormai consolidato degli esseri umani, tuttavia il termine sogno riporta nell’immaginario comune al momento del sonno, nel quale ci abbandoniamo totalmente tra le braccia di Morfeo.

Nella cultura occidentale il sogno ha acquisito giustizia solo negli ultimi due secoli. Antecedentemente al 1800, ad esso veniva ricondotto un ideale piuttosto fiabesco, quello di un mondo immaginario, quasi puerile e puramente letterario. Fino a quel momento, infatti, la massima valorizzazione dell’ onirico era data dalla commedia shakespeariana “Sogno di una notte di mezza estate”, circoscrivendo comunque il campo ai letterati e lasciando in disparte le persone comuni.

È stato Sigmund Freud, poi, nel 1899, a ribaltare la situazione. Grazie alla pubblicazione del saggio “L’interpretazione dei sogni”, il mondo dei sogni è entrato a far parte della sfera psichica dell’uomo, con un nuovo tipo di analisi ad esso dedicata.

A fare da incipit alla pietra miliare della psicoanalisi, vi è la dichiarazione di Freud secondo il quale la volontà umana di interpretare i sogni non parte da una ricerca psicologica, ma è un carattere intrinseco dell’umanità fin dai suoi primi sviluppi verso la civilizzazione.

Il filosofo e psicoanalista austriaco inizia ad interessarsi a questa branca dopo che molti dei suoi clienti riportavano come esempio dei propri turbamenti ed emozioni il racconto dei sogni notturni, cercando amatorialmente di collegarli alle proprie patologie.

Secondo gli studi di Freud, il sogno è caratterizzato da due elementi: uno manifesto e l’altro latente.

Il primo non si rifà ad altro che al racconto del sogno da parte dell’individuo, includendo le atmosfere, i personaggi, l’ambiente, i suoni e tutte le sensazioni percepibili dall’uomo.

Il secondo invece è il significato nascosto del sogno. Attraverso dei simboli, la psiche ci rimanda dei nostri desideri inconsci, censurati e mascherati da immagini o icone perché disapprovati dalla nostra coscienza.

Quante volte, svegliandoci, ci siamo chiesti il perché di certi elementi presenti nel sonno? Quale sarà il significato della pantera nera che mi inseguiva? E perché, pur sforzandomi, non riuscivo ad emettere suoni? Le risposte a queste domande sono dentro di noi ma ci vengono occultate dall’incoscio.


Per cercare di decifrare il significato latente all’interno del sogno, il neurologo austriaco formula una serie di leggi che possano aiutare nell’analisi. Queste si articolano in:

Condensazione: il collegamento dei vari elementi presenti nel sogno e apparentemente scollegati l’uno dall’altro.

Spostamento: il processo per cui la carica emotiva ed energica di un elemento viene trasferita ad un altro.

Drammatizzazione: la rappresentazione del pensiero e della sensibilità attraverso l’uso delle immagini.

Simbolizzazione: la presenza di un elemento accettabile che ne nasconde uno proibito.

Rappresentazione per l’opposto: la tendenza della coscienza di ostacolare il ricordo del sogno una volta svegliati.

Per una corretta analisi del sogno, inoltre, occorre ricordare che le nostre fantasie notturne sono un continuo intrecciarsi di “dentro e fuori”. È vero che i sogni si basano sulla nostra interiorità, ma sono anche le azioni diurne che permetto alla trama onirica di evolversi. Luoghi del quotidiano, persone, situazioni più o meno importanti della nostra vita di tutti i giorni colorano e rendono verosimili i nostri sogni, facendoci spesso cadere in défaillance: “Era un sogno o la realtà?” “Is this the real life, is this just fantasy?” direbbe Freddy Mercury.

I sogni sono divenuti parte integrante della nostra vita. A volte talmente assurdi da diventare ironici, altre volte tanto reali da inquietarci, il loro racconto rimane tra le prime cose da dirsi dopo il Buongiorno.

Lo studio dei sogni, col passare del tempo, si è evoluto verso forme più spirituali e orientalizzanti. Ad oggi le librerie pullulano di manuali intenti a spiegare i significati dei nostri viaggi notturni e sono nate  figure professionali specializzate sul tema.

Attraverso i suoi studi Freud ha segnato il passaggio del metodo psicoanalitico, includendo un aspetto fino ad allora considerato frivolo e infantile come il sogno, cercando di estrarre la parte più nascosta di ognuno di noi. 

Nonostante tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, però, è difficile ottenere una lettura chiara e oggettiva dei sogni di alcuni di noi, e forse è proprio questo alone di mistero ad attrarci così tanto. 



Azzurra Candelari