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Effetto Nostalgia: guardare vecchie fotografie può diventare pericoloso

I ricordi ci regalano nostalgia. Permettono che la nostra mente vaghi nel passato alla ricerca di volti e luoghi, di situazioni che sono state e che ora non sono più.
Negli ultimi giorni mi è salita una botta di nostalgia incredibile. Una nostalgia che proprio non capisco da dove possa esser venuta fuori.  Durante tutto questo tempo rinchiuso in casa mi sono tenuto impegnato e divertito a dare libero sfogo a tutte le mie personalità.
Sono diventato Cracco in Masterchef e ho iniziato a dispensare giudizi anche sulla solita pasta e fagioli di sempre. Ho allestito in poco tempo un tour in tutte le stanze e portato in giro nei mq di casa l’ultimo album di Laura Pausini, con me come unica voce bianca e stonata. Si ringraziano i vicini per non avermi segnalato all’istituto di igiene mentale.
Ho terminato per la seconda volta le 16 le stagioni di Grey’s Anatomy, piangendo e affogando la tristezza nel gelato per i drammi che Shonda distribuisce con lo stesso sadismo con cui Alessia Marcuzzi annunciava ai concorrenti di essere stati eliminati da GF. Rassettato casa, ho iniziato una dieta e ho persino creato creme homemade che potessero farmi ringiovanire di qualche giorno rispetto alla mia età anagrafica.
Un pomeriggio, più esattamente due giorni fa, ho acceso il computer, quello con cui scrivo anche queste idiozie e ho aperto una cartella in cui ero solito archiviare le centinaia di foto che negli ultimi 15 anni avevo fatto. Nella testa ha preso forma un’idea malsana. Guardarle, eliminare quelle veramente brutte e archiviare tutto quel materiale seguendo un ordine temporale, di luogo e di persone immortalate. Un lavoro immane, erano una quantità di immagini da far impallidire persino il creatore di Instagram.
Dopo aver sistemato la prima dozzina di foto, ho capito che rischiavo molto e tra un bicchiere di Martini e l’altro, ho ricordato tutti quei motivi che mi avevano sempre fatto desistere. Ad ogni foto che spostavo in una nuova cartella, nella mia testa partiva un flashback e mi catapultavo a rivivere emozioni che avevo in parte dimenticato.
Ecco da dove è nata la botta di nostalgia. Quello che doveva essere un compito semplice e veloce, si è trasformato in un viaggio mistico, che se avete voglia di intraprendere, mi sento in obbligo dal mettervi in guardia su alcuni aspetti.
Le emozioni sostanzialmente si dividendo in due grandi categorie:
  • Gioie legate a ricordi felici che generano una nostalgia sana e potrebbero farvi piangere.
  • Non Gioie legate a ricordi infelici che generano nostalgia e rabbia e potrebbero farvi piangere o inviare messaggi indesiderati al vostro ex fidanzato o alla vostra ex migliore amica.
Ecco un elenco di fotografie che possono generare Gioie Sane e farvi piangere:
I selfie mossi alla Guè Pequeno fatti con gli amici di sempre. Le birre in compagnia, le risate, le reunion del Sabato sera. le foto dell’amico collassato e quelle con le facce buffe. Le foto al mare, sui pedalò, i selfie in aereo e quelli sotto ai monumenti importanti di una città visitata. I piatti strambi assaggiati in qualche angolo del mondo e le vostre cup da Starbucks che sbaglia i nomi. Le mega abbuffate agli all you can eat sushi e gli aperitivi al tramonto in spiaggia. Le malsane ingozzate al Mc Donald’s e le interminabili partite a Risiko seguite da guerre mondiali tra amici. Le foto degli abbandoni di chi è partito via per lavoro e i volti di colore che non riuscite più a vedere e che vi mancano da morire.
Le foto della mamma e del papà al 25esimo anno di matrimonio o di quelle di quando pensavate di essere fighi al primo matrimonio dei vostri friends. Il test di gravidanza della vostra persona, gli addii al celibato, la nascita dei vostri primi nipoti. Le foto del vostro primo tatuaggio e quelle delle nonna seduta sulla solita poltroncina.
Flash che si susseguono, di momenti, luoghi e di persone. Momenti vissuti con naturalezza e spontaneità, una normalità che adesso non si può avere e che rimpiangiamo. L’aver dato per scontato tante e troppe cose. Istanti a cui non si è data la giusta importanza, come se tutto fosse dovuto e che il giorno dopo era normale rivivere nuovamente. Per sempre. Quel “per sempre”, però, non esiste, ora lo capiamo davvero. Forse è questo lo step finale di questo Covid-Experience. Svelare la fragilità presente in ogni cosa e mandare a quel paese ogni nostra certezza acquisita. Sì, perché se vi era una sola certezza in questa vita, ora è messa in discussione.
A questo punto la categoria delle foto che suscitano Non Gioie si restringe notevolmente. Momenti che sembrano brutti, in realtà possono essere riabilitati. Possono ugualmente capitare a tiro fotografie che potrebbero ugualmente farvi piangere, incazzare o commettere gesti assurdi, ma troviamo un elenco più esiguo. Tendiamo a non immortalare momenti negativi, ma quelle poche immagini presenti sono lì, pronte a ricordarci di quanto a volte siamo stati realmente stupidi o di quando non abbiamo fatto il possibile per salvare il salvabile.
Mi riferisco alle mille foto d’amore con l’ex più importante. Quando pensavamo che il biondo cenere poteva starci bene, ma per nulla. Gli amici spariti e quelli che ad un certo punto hanno decido di prendere una strada diversa che non riguardava te. Lo stress e le notti insonni passate sui libri. I voli rimandati, gli incidenti seri e le giornate in ospedale. Le perdite di persone care, familiari, amici, lasciare un luogo o una casa.
Se avete mandato messaggi ai vostri ex, come ho fatto io, vi prego di condividere il vostro disagio con me. Scrivetemi a benito.dellaquila@socialup.it oppure usate il mio Direct di IG @Lookonart



Benito Dell'Aquila