E’ italiano uno dei migliori AR Creators di filtri al mondo: ecco chi è Piotar Boa

Il suo nome d’arte è “Piotar Boa” ed è uno dei massimi esperti internazionali di realtà aumentata. Le sue applicazioni su Instagram, Facebook e Snapchat aiutano le aziende a farsi conoscere e vendere, senza che il potenziale acquirente debba spostarsi da casa. E i suoi filtri sono gettonati anche fra gli influencer più noti al mondo

E’ italiano il creatore di centinaia di filtri per aziende e personaggi famosi utilizzati da oltre un miliardo di persone nelle principali applicazioni social come Instagram, Facebook e Snapchat.

Si chiama Fabio B. Forgione ma tutti lo conoscono come “Piotar Boa” e, dal 2017, è uno dei più importanti esperti di realtà aumentata (AR), sia a livello nazionale che internazionale.

Infatti è il primo e unico italiano scelto da Meta (Ex Facebook) come Official Partner per la creazione di filtri in realtà aumentata.  Pensate che le sue applicazioni aiutano le aziende a farsi conoscere e vendere, senza che il potenziale acquirente debba spostarsi da casa. “Si possono calzare un paio di scarpe,  indossare le t-shirts o un cappotto, direttamente dal cellulare”, spiega Forgione.

Partiamo dall’inizio. Cos’è la realtà aumentata?
“É una tecnologia che permette di aumentare/arricchire  la realtà che ci circonda, aggiungendo delle immagini digitali, oggetti 3D animati, audio o testi. In questo modo la si rende più immersiva ed interattiva.  Si può viverla grazie a semplici dispositivi mobili come gli attuali smartphones oppure con sofisticati occhiali (AR glasses) o delle speciali lenti a contatto. Queste ultime però sono in fase di sperimentazione e non sono attualmente in commercio”.

Ma nella pratica come funziona e come le tue applicazioni possono aiutare le vendite, limitando i resi?

“I filtri in realtà aumentata possono essere usati in ogni campo: educational, turismo, industria, commercio, sport, eventi, medical e hanno l’obiettivo di far interagire il pubblico sui social o siti web. Possiamo mostrare loro nuovi prodotti o servizi senza farli recare presso i punti vendita. In questo modo possono scegliere in modo più consapevole quale modello comprare. Ma non solo: lo si può anche personalizzare, scegliere ad esempio il colore, provarlo addirittura su se stessi (pensiamo ad un paio di orecchini, occhiali da vista o da sole, un paio di scarpe o un vestito). Si può inoltre scattare la foto o fare un video e condividerlo con i propri amici per avere un loro parere e poi ordinarli sul sito e-commerce o direttamente dal filtro stesso”. 

Questi sono i vantaggi per i potenziali acquirenti e per le aziende?

“Chi vende può raggiungere un pubblico di utenti maggiore e in ogni angolo del mondo, aumentare la riconoscibilità del proprio brand o far conoscere nuovi prodotti o servizi, a costi anche 10 volte inferiori rispetto alle tradizionali campagne marketing. Inoltre, per chi fa vendite online il ‘try-on before to buy’ riduce drasticamente la percentuale di resi (e quindi dei costi di restituzione) che i vari e-commerce sostengono”. Parliamo di decine di miliardi di dollari su scala mondiale.

Ci fa un esempio pratico?

“Immaginiamo di voler comprare un divano o un mobile nuovo per la nostra casa, ora grazie a un filtro in realtà aumentata, lo si può vedere attraverso il nostro telefonino, scegliere il tessuto, il colore, ingrandirlo e posizionarlo nella stanza scelta per vedere qual è più adatto. In questo modo si risparmia tempo e si fanno tutte le prove in casa, senza uscire. Il che vuol dire che ci recheremo nel punto vendita o andremo sull’e-commerce a colpo sicuro solo per definire l’acquisto, senza più correre il rischio di comprare qualcosa al buio e poi dover fare il reso”.

Ci abbiamo preso gusto. Ce ne fa altri?

“Certo. Andiamo ora su Snapchat e proviamo diversi modelli di abbigliamento o calzature, semplicemente usando una delle tante ‘lenti’ create da me o da altri creators. Quei modelli possiamo indossarli attraverso il nostro telefonino. Vedremo in tempo reale come quel capo ci sta addosso ed avremo la possibilità di sapere ‘live’ se c’è il numero ed il colore che abbiamo scelto e quindi comprarli subito. L’applicazione, infatti, è in grado di collegarsi ed aggiornarsi in tempo reale con il magazzino del brand. Tutto semplicemente con uno smartphone”.

Tutto questo aumenta le vendite?

“Assolutamente sì. Le rispondo raccontando un episodio capitato a me. Dovevo comprare una bottiglia di champagne da regalare a un carissimo amico per i suoi 50 anni. Il negoziante mi fece vedere dieci tipologie di marche diverse. Una di queste mi invitava a fare un’esperienza con la realtà aumentata, inquadrando con il mio telefonino l’etichetta sulla bottiglia. All’improvviso è apparso un sommelier virtuale che, in meno di 30 secondi, mi ha decantato tutte le qualità dello champagne, dove era stato prodotto e tante altre informazioni. Il tutto in modo interattivo e devo dire anche ‘persuasivo’, perché in quel momento, nella mia testa, le altre nove marche concorrenti erano scomparse. Indovini quale ho acquistato?”.

É vero che i suoi filtri, oltre che dalle aziende, sono utilizzati da noti influencers?

“Sì è vero. Anche se esiste la privacy e non vi posso fare nomi, sono molte le star sui social che hanno utilizzato ed utilizzano i miei filtri per interagire e creare contenuti per il proprio pubblico”.

Ha qualche rapporto con loro, oltre i tag?

“Ogni tanto ci mandiamo qualche messaggio in privato su Whatsapp o Instagram. Se invece mando io un commento ad una loro “storia” o post, spesso mi rispondono immediatamente. Cosa che all’inizio non mi sarei mai aspettato. Ricevono milioni di messaggi ogni giorno e quindi riuscire ad avere la loro attenzione  mi fa ovviamente  piacere”.

Tornando alla realtà aumentata, in questo particolare momento per le nostre aziende, pensa che potrà aiutarle ad affrontare meglio la crisi?
“Ne sono assolutamente convinto, il mondo è in continuo mutamento ed evoluzione e le nuove  tecnologie come la realtà aumentata, virtuale, gli NFT e la blockchain  sono uno strumento indispensabile per ampliare i propri confini di vendita. Lavoro con brand ed aziende negli Stati Uniti e Nord Europa che da diversi anni stanno avendo notevoli vantaggi grazie a queste tecnologie. Mi piacerebbe che anche le aziende italiane facessero lo stesso, in modo da competere ad armi pari a livello nazionale ed internazionale. Da italiano sarà un piacere ed un onore poterle aiutare.



redazione