Corsa per i vaccini antifluenzali, quando, come e chi deve farli quanto prima

Mai come quest’anno nasce l’esigenza di vaccinarsi contro l’influenza stagionale, farmacie e medici di base presi d’assalto anche da pazienti che non avevano mai eseguito un vaccino influenzale prima. La paura di rimanere affetti da influenza e restare con il dubbio se si tratti da infezione di coronavirus o di un banale raffreddore, vista la similitudine di molti sintomi, sarà il tormentone dei prossimi mesi. La vaccinazione viene offerta attivamente e gratuitamente ai soggetti che per le loro condizioni personali corrano un maggior rischio di andare incontro a complicanze nel caso contraggano l’influenza.  Sono diverse le categorie invitate a vaccinarsi e per le quali il vaccino è gratis. Procediamo con ordine seguendo le indicazioni del ministero della Salute: le donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano in gravidanza e nel periodo “postpartum”, i soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza, i soggetti di età pari o superiore a 65 anni, bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale, individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti, familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato), medici e personale sanitario, forze di polizia, vigili del fuoco, allevatori e addetti al trasporto di animali, veterinari, donatori di sangue.  Se non si appartiene a nessuno dei gruppi indicati, sarà necessario acquistare il vaccino in farmacia (disponibile da ottobre e fino a gennaio), per farselo somministrare dal proprio medico di base. Il ministero della Salute suggerisce di procedere con la vaccinazione entro fine novembre visto che sono necessarie  due settimane per sviluppare gli anticorpi di protezione dal virus. Il costo del vaccino è variabile, nella maggior parte dei casi è compreso tra 14 e 25 euro a dose.  Il vaccino antinfluenzale stagionale, non contiene virus viventi, bensì soltanto gli antigeni di superficie del virus influenzale; quindi, anche nelle persone immunodepresse (per effetto di terapie immunosoppressive o per effetto di altre patologie) la somministrazione del vaccino antinfluenzale è sicura; tra l’altro, la circolare dedicata alla prevenzione dell’influenza stagionale, indica espressamente le persone con malattie congenite ed acquisite che comportino carente produzione di anticorpi e quelle con immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV tra i soggetti destinatari dell’offerta della vaccinazione. I vaccini inattivati contengono il virus ucciso o parti di questo (antigeni di superficie emoaglutinina e neuroaminidasi, subunità virali) che non possono causare alcuna malattia. I vaccini a base di virus vivente (non usati in Italia) contengono l’elemento virale ma questo è stato attenuato per cui non è in grado di causare la malattia. In entrambi i casi, la somministrazione del vaccino può causare lievi effetti collaterali caratterizzati da una sintomatologia simile a quella dell’influenza, ma molto meno marcata. Ogni Regione e Provincia Autonoma stabilisce le strutture deputate alla vaccinazione. Oltre ai Servizi di vaccinazione dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, partecipano alle attività di vaccinazione anche i Medici di Medicina Generale e Pediatri di libera scelta.Alcune Regioni si stanno muovendo in questa direzione. Nel Lazio (dove la somministrazione parte il 15 ottobre) le farmacie possono venderlo e in quei casi in ci sono requisiti tecnici legati a locali idonei, attrezzature e personale, possono anche somministrarlo.



Alessandra Filippello