Utilizzare l’olio di CBD è legale? Sì, vediamo il perché

Il CBD è un acronimo che identifica il cannabidiolo una particolare sostanza presente in natura, considerata dai medici e dagli studiosi un elemento dalle proprietà eccezionali. Questo termine è però associato anche a numerosi contrasti in ambito di legge, dato che nell’ultimo decennio si è discusso spesso se realizzare prodotti che lo contengano, come l’olio a base di CBD, è legale.
Precisiamo sin da subito che la risposta è positiva: ti basterà leggere il seguente articolo per evidenziare cosa dice la normativa. 

Infatti, oggi sono sempre di più il numero dei growshop che vendono prodotti con diverse percentuali di cannabidiolo, a cui si aggiungono i siti online specializzati. L’olio di CBD è tra gli articoli più utilizzati, dato che offre la possibilità di essere impiegato in diverse circostanze, producendo effetti benefici sull’organismo. Andiamo a scoprire quali sono le particolarità e i suoi utilizzi.

Olio di CBD vs THC: un confronto durato 50 anni

Se si effettua una breve ricerca su internet sul CBD, si troveranno tantissime testimonianze scientifiche e recensioni che elencano le straordinarie prosperità di questo composto. Per alcuni è quasi un elemento miracoloso, dato che è stato dimostro il suo impatto benefico su tutto l’organismo. È un antinfiammatorio naturale, agisce per rinforzare le difese immunitarie, aiuta a contrastare le malattie autoimmuni, oltre a essere un’ottima cura per l’epilessia. Viene impiegato per la terapia del dolore, per prevenire i tumori e i disturbi collegati all’ansia e alla psiche.

L’elenco delle proprietà di questo composto sono tantissime e quindi può sorgere la domanda del perché negli anni si è dovuto discutere della legalità del suo utilizzo, fino ad arrivare alla creazione di una legislazione ad hoc.
Per rispondere a questo quesito possiamo partire propria dalla normativa italiana e in particolare dalla legge 242 del 2016, sottoposta a un successivo emendamento nel 2019, nella quale si specifica la legalizzazione di tutti i prodotti che contengono CBD, mentre in quelli in cui è presente il THC, è necessario non superare la percentuale di quest’ultima molecola pari allo 0,2%.

Il tetraidrocannabinolo, conosciuto come THC è a sua volta un elemento legato in natura al CBD, rendendo in passato difficile riuscire a sintetizzarli in maniera indipendente. Infatti, si è dovuto attendere la fine degli anni 50′ per riuscire a dividere questi due composti e quindi permettere di creare prodotti che avessero solo i principi attivi del cannabidiolo.
Ciò che ha preoccupato i ricercatori e che ha portato a stabilire l’obbligo di legge di un bassissimo dosaggio del THC sono gli effetti che questa molecola produce sul corpo umano.

Infatti, se si confrontano in maniera diretta il THC e il CBD si potranno notare enormi differenze.
In primo luogo, il THC interviene alterando il sistema endocannabinoide presente nel corpo, il quale regola il sistema nervoso centrale e periferico, influenza i recettori della memoria e dell’attenzione oltre a quelli del dolore. La sua azione porta quindi a uno stato di euforia eccessiva, con difficoltà motorie, dovute all’alterazione delle capacità condizionali.

L’effetto del CBD è ben diverso sul corpo umano, dato che la sua azione non produce dei cambiamenti radicali sul sistema endocannabinoide, ma si integra perfettamente con esso e quindi contribuisce al suo regolare funzionamento. Il risultato è quello di ottenere un miglioramento del benessere, con uno stato di equilibrio e di tutte le funzioni dell’organismo.

Altra differenza riguarda gli effetti psicologici del THC con irrequietezza, nervosismo, sbalzi d’umore e stress, mentre il CBD permette al corpo di rilassarsi, eliminano eventuali tensioni nervose e muscolari.
Il THC produce conseguenze a lungo termine, dato che una sua mancata assunzione determina disidratazione e difficoltà di adattamento del corpo, mentre l’utilizzo di un olio con CBD può essere sospeso in ogni momento.
Infine, la percentuale di THC è limitata per legge, mentre per ciò che riguarda il CBD sarà possibile utilizzare un prodotto senza limiti di percentuali.

Quali sono gli utilizzi dell’olio di CBD

L’olio a base di CBD viene realizzato in maniera naturale attraverso un processo, definito a freddo, e grazie alle sue particolari proprietà può essere impiegato in diversi settori, dalla cosmesi a quello medico.

• Cosmesi: il mondo dell’estetica è stato tra i primi a porre il suo interesse verso i principi attivi dell’olio di CBD. Infatti, per le sue particolari proprietà, potrà essere utilizzato con applicazioni localizzate ed esterne, oppure integrato con creme per il viso, contorno occhi e maschere. L’azione antinfiammatoria e lenitiva del CBD permette di intervenire contro irritazioni e allergie della pelle, mentre al contempo si otterrà anche una funzione nutriente, remineralizzante e ricostituente dell’epidermide. 

• Integratori: l’olio di CBD può essere impiegato anche come forma di integratore e quindi assunto per via orale in gocce, oppure aggiunto all’interno di bevande, grazie all’elevata percentuale di sostanze minerali e vitamine. In questo modo si potranno sfruttare tutte le sue proprietà con un effetto che non sarà settoriale, ma benefico per il corpo.

• Alimenti: gli straordinari effetti del cannabidiolo hanno spinto i ricercatori a trovare nuove soluzioni per permettere all’organismo di assumere in maniera costante questa sostanza, senza alterare i suoi principi attivi. In questa prospettiva, è nata una vera e propria cultura che prevede l’utilizzo dell’olio di CBD all’interno della cucina. Non è impiegato solo come condimento, da aggiungere per esempio a verdure o a un secondo piatto, ma si sono sviluppate vere e proprie ricette che hanno come ingrediente principale l’olio di CBD. Inoltre, si prevede il suo utilizzo anche in snack, nel tè e in tisane, sia con effetto rilassante, sia depurativo.

• Cure naturali: l’alta percentuale di cannabidiolo contenuta nell’olio lo rende un prodotto utile per contrastare dolori, infiammazioni, stati d’ansia o disturbi di vario genere. Per questo oggi è tra gli elementi più impiegati nelle cure naturali, dato che non richiede una prescrizione medica e inoltre non produce effetti collaterali sull’organismo.

• Utilizzo in medicina: può essere una valida alternativa a quelle terapie con medicinali che non producono effetti su particolari tipologie di malattie, come quelle autoimmuni o collegate alla sfera neuronale e reumatica.

Dove acquistare l’olio di CBD: cosa valutare

Nel momento in cui si decide di comprare l’olio di CBD, sarà importante fare attenzione ad alcuni aspetti. In primo luogo, si dovrà considerare la quantità di cannabidiolo al suo interno espressa in percentuale. In particolare, un prodotto di qualità dovrebbe avere un minimo del 5% di cannabidiolo e un massimo del 25%. Inoltre si dovrà verificare la presenza di una certificazione che dimostri come sia stato realizzato l’olio di CBD, per esempio con la tecnica a freddo, e quali sono gli altri principi attivi che sono stati aggiunti al fine di aumentare la sua efficacia.

Per un olio che deve avere funzioni curative sarà necessario disporre di una percentuale dal 15% in su, mentre per uno ad uso alimentare può essere adatto anche un valore più basso.
Per avere la certezza di acquistare un prodotto di qualità e che rispecchi tutti i parametri indicati, ci si potrà rivolgere all’e-commerce Justbob.it, uno tra i primi negozi online ad offrire un’ampia varietà di prodotti a base di CBD, tutti certificati e in pieno rispetto della normativa italiana. Infine, grazie al blog accessibile a tutti i clienti, sarà possibile ottenere informazioni utili su come impiegare al meglio l’olio di CBD e apprendere tutti i vantaggi di questo composto.



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